Venerdì 08 Maggio 2026
Primo viaggio del 2026 del personale italiano nell'ambito del progetto “Cuori Ribelli”


Missione della Ccpm di Taormina in Etiopia, salvata la vita a 50 bambini con cardiopatie

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Il personale italiano con i colleghi africani

Conclusa con risultati straordinari la prima missione medica del 2026 in Etiopia del Centro di Cardiochirurgia pediatrica del Mediterraneo di Taormina. Nell’ambito del progetto “Cuori Ribelli”, promosso dall’Asp di Messina e finanziato dalla ong “Una Voce per Padre Pio", presieduta da Enzo Palumbo, sono stati sottoposti ad intervento chirurgico 50 bambini, a fronte dei 30 interventi inizialmente programmati. Con questa nuova tappa, l’Etiopia diventa il quindicesimo Paese estero in cui la squadra di Taormina, guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati, ha portato la propria esperienza e competenza al servizio dei piccoli pazienti. La missione nel Paese del Corno d’Africa nasce da un incontro avvenuto lo scorso dicembre a Taormina tra il dottor Agati e l’imprenditore etiope Berhan Tedla, dal quale è scaturita una collaborazione che ha permesso al team italiano di operare all’ospedale “Ethio-Istanbul" della capitale Addis Abeba. Tutti gli interventi sono stati effettuati gratuitamente, a beneficio di famiglie prive di accesso a cure specialistiche. L’attività medica è stata sostenuta da “Una Voce per Padre Pio” e dalla “Heart to Heart Foundation”, mentre la logistica è stata interamente supportata dallo stesso Tedla. Alla missione hanno contribuito anche professionisti sanitari provenienti da Camerun, Libia e Costa d’Avorio, con un importante modello di cooperazione tra Paesi africani che rafforza la rete di competenze condivise a beneficio dei pazienti. 

Nel corso della missione sono state eseguite fino ad otto operazioni al giorno, oltre a diverse procedure di emodinamica guidate dal dottor Paolo Guccione. Particolare attenzione è stata riservata ai bambini affetti da sindrome di Down, offrendo loro una concreta possibilità di cura in contesti in cui spesso l’accesso alla chirurgia è ancora limitato. Durante i dieci giorni di missione, l’équipe italo-etiope si è trasferita per tre giorni a Jigjiga, nella regione etiope del Somaliland, dove al “Jigjiga University Hospital” sono stati eseguiti nove interventi chirurgici, restituendo speranza a famiglie che non avevano altre possibilità di accesso alle cure. La squadra italiana era composta, oltre che dai dottori Sasha Agati e Paolo Guccione, dalla neonatologa Eleonora Di Tommaso, dagli infermieri Alice Vailati, Claudia Fazio e Maria Mangnabosco, dal perfusionista Michele Cuffari e dal reporter Matteo Arrigo. Nel corso della missione, il team ha ricevuto la visita del Presidente della Repubblica etiope, Taye Atske-Selassie, che ha voluto incontrare personalmente l’équipe, esprimendo parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto e per l’impegno umanitario degli operatori italiani.


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