"Ma cosa mi dici mai?": è festa per i 100 anni di Peppino Mazzullo, la voce di Topo Gigio
di Francesca Gullotta | oggi | ATTUALITÀ
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La festa per i 100 anni di Peppino Mazzullo
Festa grande a Santo Stefano di Briga per Peppinog Mazzullo, voce storica di Topo Gigio dal 1961 al 2006, che il 6 giugno ha compiuto 100 anni. L’importante traguardo è stato festeggiato nella principale piazza San Giovanni, cuore pulsante del villaggio messinese, dove tutta la comunità si è riunita per rendere omaggio al “maestro” che nei primi anni del Duemila si è ritirato nel borgo natio e vive nello storico palazzo De Spuches, ad una manciata di metri dalla piazza del “Supranu”. Per Peppino Mazzullo, una torta di circa 20 kg, con il numero 100, su cui spiccavano i personaggi di Topo Gigio e Richetto, prodotta dal bar De Stefano, tanti dolci preparati dagli abitanti del paese, con il contributo di Slow Food Messina e Non Solo Cibus, che hanno offerto un buffet con salumi, formaggi e pane realizzati con grani tradizionali. Per Mazzullo una targa ricordo consegnata direttamente dalle mani del sindaco di Messina, Federico Basile, che lo ha ringraziato pubblicamente per aver portato la “messinesità” nel mondo, riportante la dicitura “Al Maestro Peppino Mazzullo che con la sua arte ha contribuito alla educazione di intere generazioni, gli auguri di un'intera città, orgogliosa ed onorata di festeggiare i 100 anni”. Ad allietare i presenti che hanno partecipato alla grande festa, per la riuscita della quale ha collaborato anche la parrocchia San Giovanni guidata da padre Matteo Culletta, l’esibizione della banda “Vincenzo Bellini” di Santo Stefano di Briga, diretta dal maestro Tommaso Bellinghieri. Tra gli ospiti d’onore l’attore Leo Valli, attuale voce di Topo Gigio a cui Mazzullo ha ceduto il testimone, e Franco Fasano, autore di numerosi testi presentati nelle varie edizioni dello Zecchino d’Oro, giunti a Santo Stefano il giorno prima e accolti dalla famiglia Mazzullo nella loro dimora dove è stato consacrato con un abbraccio il legame tra il passato e il presente del topino più famoso della tv. E poi un messaggio speciale arrivato in diretta da Cristina D’Avena, interprete delle sigle dei cartoni animati più famosi nonché concorrente dello Zecchino d’Oro nel 1968 con la canzone “Il valzer del moscerino”, classificatasi al terzo posto. I festeggiamenti per il centenario sono iniziati già qualche giorno prima, con l’incontro con la stampa. Seduto al tavolino del bar che è solito frequentare e dove quasi tutte le mattine fa colazione, accoglie con un sorriso dolce ed espansivo, insieme al suo inseparabile Topo Giglio, i giornalisti che ad uno ad uno si susseguono per le interviste e con sorprendente lucidità, miscelando la saggezza di un anziano e il candore di un fanciullo, non si stanca di raccontare i particolari della sua esperienza professionale, la storia di come è nato Topo Gigio, e gli incontri con i personaggi più noti della televisione italiana con cui ha condiviso numerose tappe della sua lunga carriera, iniziata quasi per caso, dopo aver lasciato il lavoro di tornitore a Messina. Recita frammenti di testi drammatici, canta in inglese, ricorda aneddoti sui personaggi famosi italiani e stranieri incontrati durante la sua lunga carriera. Con gioia racconta l’episodio di lui bambino, al quale, all’età di circa due anni appare ai piedi del letto una figura che lo fa spaventare e, chiamata la sua mamma, lo rassicura dicendogli: “Non ti preoccupare, è u “fuddittu” (folletto), ti porterà fortuna”. E la fortuna arriva davvero, quando quell’immagine che gli turbò il sonno, si materializza circa 35 anni dopo, nello studio televisivo in cui faceva l’attore, in un pupazzetto, un po’ bruttino, buttato in un angolo che era identico a quello “visto” da bambino. Lo prende in mano e gli fa pronunciare quella che resterà la frase iconica di Topo Giglio “Ma cosa mi dici mai... ?!”. Ed ecco che nasce Topo Gigio, che ha appassionato ed accompagnato fino ad ora almeno tre generazioni, con le sue celebri ed emblematiche frasi “Ma come mi dici... dici mai” e “Strapazzami di coccole”, e la risata birichina e sonora, entrando nelle case degli italiani e conquistando grandi e piccini. E quando gli viene chiesto se ha qualcuno da ringraziare, con gli occhi che brillano e la voce commossa risponde: “Mia moglie Annamaria: grazie, grazie, grazie!”. È a lei che tributa principalmente il segreto della sua longevità, lei che lo assiste amorevolmente, lo consiglia, gli suggerisce cosa mangiare e con la quale condivide e scandisce i ritmi della quotidianità. Auguri maestro!!!













