Martedì 05 Maggio 2026
Il sindaco annuncia la riapertura entro metà maggio, ma servono altre somme urgenze


Lungomare Santa Teresa, obiettivo doppio senso entro l'estate ma mancano soldi e cantieri

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Uno dei tratti rimasti senza lavori

Non arrivano segnali rassicuranti dalla Regione per garantire le piena riapertura del lungomare di Santa Teresa di Riva, devastato per quasi metà dal ciclone Harry. I cinque interventi di somma urgenza, tre per 2.050.000 euro affidati dal Comune e due per 1.540.000 euro gestiti dal Genio civile di Messina, non sono infatti sufficienti a ricostruire tutti i tratti inghiottiti dal mare e servono altri cantieri per poter arrivare all’estate con una parvenza di normalità che possa garantire la fruibilità della litoranea e della spiaggia. Ad oggi, infatti, ci sono alcune aree per circa 750 metri rimaste tali e quali dalla mareggiata che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito la costa inghiottendo le strutture e non si intravedono cantieri pronti a partire per ripristinare e mettere in sicurezza il lungomare e le abitazioni. Partendo dalla zona sud, tutto è fermo nei 120 metri tra la via Duca di Gualtieri e la piazzetta Galassiopea (demolita dal Genio civile) nel quartiere Barracca, nei 350 metri tra la via Trieste e la via Zara nel quartiere Portosalvo e nei 280 metri tra la via Landro e la piazza Marina Militare Italiana, tra i quartieri Sacra Famiglia e Bucalo. In quest’ultima zona sta operando l’impresa affidataria delle opere di salvaguardia della costa, tramite la posa dei massi lavici destinati alla costruzione dei pennelli in mare che per il momento sono stati dirottati al di sotto del muro del lungomare compromesso allo scopo di creare una barriera radente a protezione dell’abitato. 

Per il momento non si hanno notizie di altre somme urgenze disposte dalla Regione, che gestisce l’emergenza ciclone tramite il soggetto attuatore Duilio Alongi, che però sono quantomai urgenti per mettere in sicurezza tutto il litorale santateresino con la scogliera radente provvisoria e il riempimento dei tratti crollati e svuotati dall’azione di sifonamento del mare, garantendo anche alle attività economiche e ai locali pubblici del litorale di poter accogliere clienti ed avventori con maggiori spazi per la circolazione e la sosta. Il Comune, inoltre, è stato nominato soggetto attuatore solo per gli interventi in somma urgenza già affidati e inseriti nel primo piano, dunque non potrebbe affidarne altri se non previa autorizzazione della Regione. Oppure potrebbe decidere di agire con fondi propri con appalti ordinari.

«L’obiettivo è avere entro metà maggio buona parte degli interventi completati - ha detto domenica il sindaco Danilo Lo Giudice - anche se non è possibile riuscire a fare un ragionamento uniforme. In alcuni punti avremo una carreggiata larga 7,5 metri, con parcheggi lato monte, due corsie con doppio senso di marcia e una passerella pedonale lato mare. Servirebbero altre due somme urgenze - conferma il sindaco - ma non è facile avere risposte immediate e sapere se verranno riconosciute le spese. Vorrei comunque fare qualcosa e valutiamo un riempimento tampone delle zone crollate per aprire due corsie». Per il capogruppo di minoranza Nino Bartolotta «dopo 100 giorni dal ciclone non c’è ancora un cantiere chiuso e non si capisce come si dovrebbe riaprire tutto in 15 giorni, come annunciato dal sindaco. Mi auguro che si possa ripristinare presto il doppio senso di marcia sulla litoranea per liberare la Statale 114, oggi ridotta ad un colabrodo».


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