Lungomare "ferito" a Santa Teresa, tutto fermo in tre zone: così ripartenza a rischio
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Una delle zone dove non sono in corso lavori
Cinque interventi di somma urgenza finanziati dalla Regione, tre per 2.050.000 euro affidati dal Comune e due per 1.540.000 euro gestiti dal Genio civile di Messina. Ma non bastano. Sul lungomare di Santa Teresa di Riva, ad oltre tre mesi dal ciclone Harry che lo ha devastato in più punti, servono altri cantieri per poter arrivare all’estate con una parvenza di normalità che possa garantire la fruibilità della litoranea e della spiaggia. Ad oggi, infatti, ci sono alcune aree per circa 750 metri rimaste tali e quali dopo la mareggiata che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito la costa inghiottendo le strutture e non si intravedono cantieri pronti a partire per ripristinare e mettere in sicurezza il lungomare e le abitazioni. Partendo dalla zona sud, tutto è fermo nei 120 metri compresi tra la via Duca di Gualtieri e la piazzetta Galassiopea (demolita dal Genio civile) nel quartiere Barracca, nei 350 metri tra la via Trieste e la via Zara nel quartiere Portosalvo (al cui interno ricade anche la piazzetta ormai crollata) e nei 280 metri tra la via Landro e la piazza Marina Militare Italiana, tra i quartieri Sacra Famiglia e Bucalo. In quest’ultima zona sta operando l’impresa affidataria delle opere di salvaguardia della costa, tramite la posa dei massi lavici destinati alla costruzione dei pennelli in mare che per il momento sono stati dirottati al di sotto del muro del lungomare compromesso allo scopo di creare una barriera radente a protezione dell’abitato. Per il momento non si hanno notizie di altre somme urgenze disposte dalla Regione, che gestisce l’emergenza ciclone tramite il soggetto attuatore Duilio Alongi, che però sono quantomai urgenti per mettere in sicurezza tutto il litorale santateresino con la scogliera radente provvisoria e il riempimento dei tratti crollati e svuotati dall’azione di sifonamento del mare, garantendo anche alle attività economiche e ai locali pubblici del litorale di poter accogliere clienti ed avventori con maggiori spazi per la circolazione e la sosta. Intanto è opportuno che il Comune si attivi per delimitare in maniera più sicura le aree pericolanti, rafforzando le recinzioni visto che i paletti in ferro e la rete in plastica sono divelti in più punti e vi è il rischio per gli automobilisti di finire all’interno delle voragini a cielo aperto.













