Lungomare di Santa Teresa, partono altri due cantieri in somma urgenza nei punti deboli
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La zona tra via Del Gambero e via Zara
Salgono a cinque gli interventi di somma urgenza a Santa Teresa di Riva, necessari per mettere in sicurezza i tratti di lungomare distrutti dal ciclone Harry. Ai primi tre affidati dal Comune, per agire nelle tre voragini a via Del Gambero, via Duca di Gualtieri e piazza Antonio Stracuzzi per il ripristino e la messa in sicurezza di abitazioni e fognatura, per complessivi 2 milioni e 50 mila euro, se ne aggiungono adesso due affidati e consegnati dal Genio civile di Messina. Si tratta di opere provvisionali a protezione delle abitazioni, dei sottoservizi e delle parti della strada crollati o danneggiati, consistenti nella realizzazione di una barriera radente in massi lapidei sotto il muro di contenimento abbattuto dalla mareggiata, per una spesa complessiva di 770mila euro ciascuna, di cui 500mila euro per lavori. I tratti dove si interverrà sono quelli tra la piazzetta Galassiopea e il civico 75 del lungomare Giovanni Falcone (230 metri) e tra la via Zara e l’area limitrofa a via del Gambero (180 metri), entrambi nel quartiere Barracca, il più colpito dai marosi. «Bisogna fare in fretta, non possiamo permetterci di attendere – commenta il sindaco Danilo Lo Giudice – perché sicurezza e accessibilità sono condizioni essenziali per la vita quotidiana dei cittadini e per la ripresa economica. La nostra speranza è poter arrivare all'estate garantendo la fruibilità di due corsie del lungomare, per poter ripristinare la circolazione a doppio senso di marcia». Per il presidente della Regione, Renato Schifani, «la tempestività e la sinergia tra Governo, Commissario straordinario e Amministrazione comunale nell'avviare i lavori di somma urgenza consentono di tamponare le prime emergenze e a Santa Teresa di Riva credo si stia facendo il massimo con cinque lotti in somma urgenza. Continueremo su questo, sforzo e collaborazione sono massimi, siamo chiamati tutti a dare il massimo in un momento strategico di cambiamento della natura». La pista di protezione civile nel torrente Savoca rimane uno degli obiettivi principali e la Regione ha già individuato Anas per realizzare l’intervento. Dopo un primo sopralluogo, l’ente ha inviato una nota al Comune esprimendo alcune criticità di carattere tecnico ed economico, come ad esempio la necessità di ottenere il parere da Rete Ferroviaria Italiana per l’attraversamento del viadotto ferroviario. «Ho spiegato al presidente della Regione e al subcommissario che serve subito un tavolo tecnico per stabilire come agire - afferma il sindaco Lo Giudice - ed è stato convocato un focus tecnico che si terrà mercoledì prossimo a Palermo nella sede Anas, alla presenza di Dipartimento regionale Tecnico, Rfi, Consorzio autostradale e Comune, per definire tempi e modalità operative dell’intervento».













