Lo Giudice torna a Santa Teresa con la pista nel torrente "in mano": ecco chi la costruirà
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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La pista partirà da Sparagonà verso mare
Torna in municipio con la pista di protezione civile “in mano” il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice. La svolta è arrivata ieri pomeriggio nel corso del vertice svoltosi in Prefettura di Messina su convocazione della prefetta Cosima Di Stani, in seguito alle rimostranze avanzate venerdì scorso dal primo cittadino dopo la risposta ricevuta da Rete Ferroviaria Italiana, che aveva fatto presente come qualora avesse realizzato a proprie spese la strada di protezione civile nel torrente Savoca, ne avrebbe consentito l’utilizzo solo ai camion impegnati nella costruzione del raddoppio ferroviario. Una proposta che Lo Giudice ha ritento inaccettabile, dicendosi pronto a bloccare il transito dei mezzi pesanti sulla Statale 114, soggetta ogni giorno a cedimenti. Al tavolo al Palazzo di Governo, presieduto dalla viceprefetta vicaria Cettina Pennisi, hanno preso parte il sindaco di Santa Teresa di Riva (in presenza), i sindaci di Roccalumera e Sant’Alessio Siculo e il vicesindaco di Furci Siculo (da remoto), il responsabile della Regione per il coordinamento dell’emergenza Duilio Alongi, Protezione civile, Anas, Vigili del Fuoco, Polizia stradale, Città metropolitana, Rfi, Italferr e Consorzio Messina-Catania. Lo Giudice ha spiegato la situazione attuale della cittadina jonica, con 2,5 km di lungomare interdetto a seguito del crollo e la Statale 114 unica via di collegamento che assorbe tutto il traffico in direzione Catania, mezzi pesanti e autobus compresi, mentre in direzione Messina vi è una limitazione al transito per la presenza del sottopasso ferroviario di via Sparagonà, che non consente il passaggio di mezzi alti e larghi più di 2,30 metri. «Non abbiamo alternative viarie - ha ribadito - l’unica soluzione è realizzare una pista di emergenza nel torrente Savoca per collegare il lungomare alla circonvallazione. Contavo potessero farsene carico la Cabina di regia regionale per l'emergenza oppure Rfi, visto che questo percorso serve anche ai mezzi di cantiere del raddoppio ferroviario, ma sono pronto a firmare un’ordinanza di somma urgenza e procedere come Comune» La soluzione, per certi versi inattesa, è arrivata dal subcommissario Alongi, che si è assunto l’onere di realizzare la pista provvisoria nel torrente Savoca: la Regione, dunque, con l’intervento del presidente Renato Schifani, nella qualità di Commissario straordinario per l’emergenza, affiderà ad Anas la costruzione della strada, secondo quanto consentito dall’Ordinanza nazionale della Protezione civile che all’articolo 1 comma 2 prevede che i Commissari delegati possono avvalersi di Anas, in qualità di soggetto attuatore, per la realizzazione degli interventi per il ripristino della viabilità regionale, provinciale e comunale, su richiesta delle competenti amministrazioni e comunque previa intesa con le stesse. Lo stesso Alongi ha fatto presente agli amministratori locali che devono limitare le ordinanze di somma urgenza e contestato al sindaco di Santa Teresa di Riva di averne emanate tre senza autorizzazione. «Il Comune trasmetterà ad Anas il progetto già redatto e pronto e per il quale abbiamo il nulla osta dell’Autorità di Bacino - ha spiegato il sindaco - e i tempi saranno celeri perchè l’ente gestore della Statale non ha bisogno di indire una gara di appalto per affidare i lavori, ma ha stipulato accordi di programma quadro con imprese del settore». Ieri Anas ha eseguito un sopralluogo sulla Statale 114 con il responsabile Area Gestione Rete Catania, Sergio Cicero, e nelle prossime ore verificherà la situazione direttamente sui luoghi, nel torrente Savoca. «È la risposta che aspettavamo, una grande conquista per tutti - ha commentato Danilo Lo Giudice al rientro in municipio - abbiamo fatto comprendere la nostra situazione di emergenza e raggiunto l’obiettivo con una soluzione che ci consente di essere sereni. Ringrazio la prefetta Cosima Di Stani, il presidente della Regione Renato Schifani, il subcommissario Duilio Alongi e l’ingegnere capo del Genio civile Santi Trovato per aver trovato la via d’uscita: quando ognuno fa la sua parte è bene dire grazie, è una grande conquista per tutti. Questa pista serve subito per i mezzi pesanti e come via di fuga, è una necessità per l’intero comprensorio e non un capriccio».













