Martedì 06 Ottobre 2026
Fisascat ribadisce che destagionalizzare significa creare più lavoro, reddito e continuità


Lavoro stagionale, la Cisl: "Pochi mesi non possono garantire un reddito per tutto l'anno"

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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«Pochi mesi di lavoro non possono garantire un reddito per tutto l’anno». La Fisascat Cisl Messina riporta al centro del confronto il tema della stagionalità nel turismo, sottolineando come la questione non possa essere affrontata esclusivamente guardando alla durata dei contratti, ma debba essere collegata alla possibilità per i lavoratori di costruire un reddito annuale dignitoso e una prospettiva occupazionale più stabile. «La disoccupazione involontaria non può diventare una condizione strutturale di impoverimento – sottolineano la segretaria generale Maria Manna e il segretario zonale Pancrazio Di Leo – quando il lavoro si concentra in pochi mesi, il lavoratore e la sua famiglia devono fare i conti con un reddito annuale più difficile da costruire e con lunghi periodi di mancata occupazione». La cessazione del rapporto stagionale può determinare, quando ne ricorrono i requisiti, l’accesso alla Naspi, ma la prestazione «non può essere considerata un sostituto del lavoro» e non elimina gli effetti di una ridotta occupazione nell’arco dell’anno. La durata dell’indennità, inoltre, è legata alla storia contributiva del lavoratore. Per la Fisascat Cisl Messina, dunque, il costo della stagionalità non può ricadere esclusivamente sui lavoratori. «Non si può pensare che la stagionalità sia un problema che il lavoratore deve semplicemente subire – affermano Manna e Di Leo –. La questione riguarda la possibilità concreta di costruire un reddito annuale dignitoso e una prospettiva di continuità lavorativa». Particolare attenzione viene posta anche sulla frammentazione dei rapporti di lavoro. «Non ogni contratto stagionale, proroga o rinnovo è di per sé illegittimo – chiariscono –. Il punto è verificare, nei singoli casi, la coerenza tra la forma e la durata del rapporto e l’effettiva organizzazione del lavoro, nel rispetto della legge e dei contratti collettivi nazionali. Se un’attività prosegue e continua a richiedere personale – aggiungono – bisogna interrogarsi sul perché il rapporto con il lavoratore debba necessariamente essere interrotto o continuamente frammentato. La stagionalità deve essere uno strumento per organizzare il lavoro, non un meccanismo che trasferisce sul lavoratore l’incertezza della programmazione aziendale».

Per la Fisascat Cisl, il confronto deve quindi estendersi alla destagionalizzazione, che non può essere intesa soltanto come aumento dei flussi turistici nei periodi di bassa stagione, ma deve tradursi in una maggiore distribuzione del lavoro durante l’anno, nella valorizzazione della formazione, nel rispetto dei Ccnl e nella costruzione di percorsi occupazionali più continui. È in questa prospettiva che la Fisascat Cisl Messina inserisce anche il Patto d’Area per il Lavoro “Costa del Sole”, con l’obiettivo di affrontare il tema dello sviluppo turistico non soltanto dal punto di vista delle presenze e dei flussi, ma anche da quello del lavoro, dei redditi e della stabilità occupazionale. «Il lavoro stagionale deve essere lavoro vero e deve garantire, per quanto possibile, continuità e reddito – concludono Manna e Di Leo – non possiamo accettare che stagionalità diventi sinonimo di pochi mesi di lavoro, redditi insufficienti e lunghi periodi di disoccupazione. Destagionalizzare deve significare anche questo: più mesi di lavoro e maggiore continuità di reddito». La Fisascat Cisl Messina continuerà a porre al centro del confronto il rapporto tra organizzazione del lavoro, durata dei contratti, destagionalizzazione e condizioni economiche dei lavoratori, nella convinzione che la crescita del turismo passi anche dalla qualità, dalla dignità e dalla continuità del lavoro.


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