Lavori sul lungomare di Santa Teresa, il Comune dimentica le regole sulla trasparenza
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Uno dei tre cantieri comunali
Gli interventi sono partiti immediatamente dopo la catastrofe e hanno evitato conseguenze peggiori, consentendo oggi di poter tornare parzialmente alla normalità, ma l’eccezionalità dell’evento non consente di travalicare le regole in materia di trasparenza. A Santa Teresa di Riva il Comune si è attivato immediatamente aprendo tre cantieri principali, con procedure di somma urgenza per 1.450.000 euro, per mettere in sicurezza il lungomare distrutto dal ciclone Harry ed eliminare le tre voragini che lo hanno fatto a pezzi. Ad oggi, però, non sono stati rispettati gli obblighi di trasparenza con la pubblicazione della documentazione relativa agli affidamenti, allo scopo di consentire a tutti di comprendere l’iter seguito dall’Ufficio tecnico. L’articolo 140 del Codice dei contratti pubblici (procedure in caso di somma urgenza), al comma 10, stabilisce che «sul sito istituzionale dell’ente sono pubblicati gli atti relativi agli affidamenti, con specifica indicazione dell'affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie». L’Autorità nazionale Anticorruzione, con un comunicato del presidente del 19 settembre 2023 in materia di assolvimento degli obblighi informativi degli affidamenti eseguiti tramite procedure di somma urgenza e protezione civile, ricorda che «in ogni caso che le stazioni appaltanti sono sempre tenute a pubblicare tutti i documenti relativi ad ogni affidamento eseguito in regime di somma urgenza e protezione civile a prescindere dall’importo di affidamento. I documenti sono pubblicati nella sezione “Amministrazione trasparente” sottosezione “Bandi di gara e contratti” per un periodo di almeno 5 anni e comunque nel rispetto delle previsioni dell’art. 8, c. 3 del Decreto Legislativo 33/2013». Se alcuni dati parziali relativi ai tre affidamenti principali (due da 500.000 euro e uno da 450.000 euro) sono ricavabili dalla banca dati Anac, sul sito istituzionale del Comune di Santa Teresa di Riva non ve ne è traccia. I nomi delle imprese incaricate emergono solo in un riferimento riportato dalle determine di nomina dei responsabili unici del progetto, ma non vi sono altri documenti pubblici relativi a perizie, affidamenti, importi, ribassi, nè tantomeno atti relativi alla nomina dei direttori dei lavori e degli altri professionisti esterni coinvolti, tutti incaricati dall’ente. Documenti fondamentali per avere dati certi su imprese affidatarie, subappalti (almeno in un caso) e costi. E neanche nei cantieri sono affissi i cartelli informativi, obbligatori per legge con la violazione punita con sanzioni amministrative e penali. Sul sito del Comune si trovano invece le determine di affidamento degli interventi minori e il Consiglio comunale ha già riconosciuto 90.779 euro di somme urgenze alle ditte “Aliberti Salvatore”, “Cmp Costruzioni Srl”, “Ficara Domenico Antonino”, “Elitec Impianti di Triolo Maurizio”, “Chillemi Paolo” e “Oro Verde Srls” per ripristino rete idrica, rimozione sabbia e recinzione aree interdette.













