La zip line a Taormina: si estende la battaglia legale al Tar tra il Comune e la società
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Lavori iniziati nel 2024 da Castelmola
Si allarga lo scontro legale tra la società “Adrenaline Flying Taormina Srl” e il Comune di Taormina, legato alla decisione dell’Amministrazione comunale di bloccare la realizzazione dell’attrazione turistica, che prevede di sorvolare il territorio appesi ad un cavo d’acciaio come se si fosse in volo libero. Il ricorso principale presentato lo scorso anno, tramite l’avvocato Benedetto Calpona, punta a far annullare la delibera approvata il 5 maggio 2025 dal Consiglio comunale, con la quale sono state annullate-revocate le delibere consiliari del 2022 per il via libera all’approvazione del progetto definitivo. Adesso, però, i giudici amministrativi hanno stabilito che vanno coinvolti anche tutti i proprietari dei terreni espropriati sui quali è prevista la costruzione dell’attrazione. Nell’ultima udienza la Terza Sezione del Tar etneo ha infatti respinto la richiesta del Comune, difeso dall’avvocato Gaetano Callipo, di dichiarare inammissibile il ricorso per la mancata notifica agli espropriati (oltre al Comune), ma ha comunque deciso che bisogna procedere con l’estensione del contraddittorio nei riguardi dei proprietari, in quanto controinteressati, disponendo la singola notifica del ricorso nel termine di 40 giorni. La discussione è stata dunque rinviata all’udienza dell’8 luglio. Per lo stesso giorno il Tar di Catania ha fissato anche la discussione di un altro ricorso presentato nel 2024 dalla “Adrenaline Flying Taormina Srl”, difesa in questo procedimento anche dall’avvocato Luca Raffaello Perfetti, riguardante l'accertamento dell’illegittimità dell’inerzia del Comune di Taormina nella conclusione del procedimento per il rilascio del permesso di costruire, chiesto il 2 novembre 2023, per la realizzazione dell’impianto zip-line, con conseguente condanna dell’Ente ad adottare un provvedimento espresso; inoltre è stato chiesto l’annullamento della delibera di giunta del 14 agosto 2024 con la quale è stato dato indirizzo ai dirigenti comunali di avviare le procedure in autotutela per il ritiro degli atti già rilasciati per la realizzazione dell’opera. Dopo la rinuncia alla sospensiva ad ottobre 2024, adesso si entrerà nel merito l’8 luglio, visto che per i giudici le questioni sono intimamente connesse con quelle dell’altro ricorso. Uno scontro che va avanti anche a colpi di perizie, con il Comune che ha nominato due consulenti tecnici, l’ing. Rodolfo Urbani e il geol. Fabio Nicita, per ribattere alle tesi della società. L’Amministrazione ha deciso il dietrofront sulla scorta di un parere dell’avv. Gaetano Callipo, ritenendo che la realizzazione dell’attrazione sia lesiva degli interessi pubblici primari, comporti rischi per la pubblica incolumità e determini un danno patrimoniale per l’ente. Una procedura che secondo Palazzo dei Giurati è stata «condizionata ed alterata, nei suoi presupposti e nelle sue conclusioni, da dichiarazioni non veritiere e non rappresentative dell'effettivo regime vincolistico delle aree interessate e della natura, ubicazione ed entità dei lavori».













