La statua di Gerasimo all'abbazia di Casalvecchio, sognando il Parco del Fluvius Agrillae
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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L'inaugurazione della statua
La sua figura è strettamente legata ad uno degli episodi più significativi della storia della valle d’Agrò e adesso a ricordarla è anche una statua posta al centro della vallata. Ai piedi dell’abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Casalvecchio Siculo è stata infatti inaugurata una statua in bronzo del monaco Gerasimo, realizzata dal maestro Enico Salemi di Savoca, posta nell'area della cavea del torrente Agrò nell’ambito degli interventi previsti dal progetto “Circe” di rigenerazione degli spazi pubblici come luoghi di socialità e potenziamento degli itinerari naturalistici-integrati, finanziato nel 2022 dal Ministero della Cultura con 2,5 milioni di euro per interventi nei comuni di Antillo, Casalvecchio Siculo e Limina. Nel centro casalvetino è stato progettato anche un intervento di riqualificazione degli spazi pubblici antistanti l’abbazia, per un costo di 324.200 euro, ed è stata prevista la realizzazione della statua in bronzo, affidata alla fonderia "Laconeo Luigi” di Mascali per una spesa di 22.000 euro. La figura di Gerasimo è ricordata perché nel 1116 il monaco attese a Sant'Alessio l'arrivo del re Ruggero II per chiedergli il sostegno necessario alla ricostruzione dell'abbazia dei Santi Pietro e Paolo d'Agrò, distrutta durante le incursioni arabe: l’imperatore accolse la richiesta, concedendo i fondi per la ricostruzione del monastero e attribuendo all'abbazia vasti possedimenti e importanti diritti feudali sull'intera valle d'Agrò. Da quell'incontro nacque il celebre diploma di donazione, documento nel quale Ruggero II descrisse con precisione i confini del territorio destinato a Gerasimo e alla sua abbazia. L'originale, redatto in lingua greca, è andato perduto, ma il suo contenuto è stato tramandato grazie alla traduzione latina realizzata dal grande umanista e grecista Costantino Lascaris. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti il vicesindaco di Casalvecchio Siculo Nino Santoro, l’assessora a Turismo, Beni culturali e Promozione del territorio Laura De Clò, il consigleire comunale Concetto Crisafulli, la direttrice del Museo immersivo Ketty Tamà, l’artista Enico Salemi, i titolari della fonderia, amministratori dei comui del comprensorio, rappresentanti di associazioni e cittadini. Alle spalle della statua sono stati installati sei pannelli illustrativi che riportano il testo del diploma di donazione in italiano e in inglese. Il primo pannello presenta una ricostruzione cartografica della Valle d'Agrò con la localizzazione degli antichi toponimi citati nel diploma, molti dei quali sono ancora oggi riconoscibili e conservano la loro denominazione originaria, come Cancello, Petraro e Nasida di Sant’Onofrio. Attraverso la scansione di un Qr code presente sul primo pannello, i visitatori potranno accedere a un'applicazione di realtà aumentata, realizzata dalla prof.ssa Marinella Arena della Facoltà di Architettura dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria. L'applicazione consentirà di interagire con il paesaggio circostante visualizzando direttamente sul proprio smartphone i nomi delle antiche contrade e le informazioni contenute nel diploma di donazione. Un ulteriore percorso culturale interesserà anche l'area dell’antica fiera e quella degli antichi forni, dove sarà installata una specifica segnaletica. Attraverso nuovi QR code sarà possibile leggere i testi dedicati alla storia di questi luoghi, così come narrati nel volume "Fili di Seta" di Alberto Alberti oppure ascoltarne la lettura interpretata dalla poetessa casalvetina Mariapia Crisafulli. L'iniziativa nasce da una visione più ampia: trasformare l'area del torrente Agrò nel Parco del "Fluvius Agrillae", uno spazio in cui arte, tecnologia, paesaggio e memoria storica dialogano tra loro. La statua di Gerasimo rappresenta il primo tassello di un progetto destinato ad arricchirsi con nuove opere d'arte contemporanee, capaci di trasformare il paesaggio del torrente Agrò e il percorso verso Casalvecchio in un parco culturale dove la bellezza dell'arte contemporanea diventi strumento di valorizzazione del patrimonio storico, del paesaggio e dell'identità di un territorio che conserva ancora oggi le tracce della sua straordinaria storia.














