Lunedì 22 Giugno 2026
Convegno sulle prospettive di crisi della mobilità locale con l'attivazione del raddoppio


La nuova ferrovia e i pendolari dimenticati: un sistema intermodale è l'unica soluzione

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Miano, Trimarchi, Patti, Di Maria e Malaponti

Da Giampilieri a Fiumefreddo percorrendo 42 km di cui 37 in galleria, con sette stazioni e fermate a Itala-Scaletta, Nizza-Alì, Sant’Alessio-Santa Teresa, Letojanni, Taormina, Alcantara-Giardini Naxos e Fiumefreddo-Calatabiano. È la nuova linea a doppio binario che sarà attiva nei prossimi anni, in sostituzione del binario unico ottocentesco che collega la Sicilia orientale. Ma con quali ricadute sulle comunità locali e sulla vita dei pendolari, che perderanno la stazioni presenti in ogni comune e dovranno spostarsi anche a chilometri da casa per salire su un treno? Se n’è discusso all’abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio Siculo, nel corso del convegno “Le prospettive di crisi della mobilità locale”, promosso da Cgil Santa Teresa di Riva, Anpi Messina Jonica “Francesco Garufi” e Comune. Ad introdurre i lavori Angela Maria Trimarchi, presidente Anpi Jonica, e a coordinarli Andrea Miano, responsabile Cgil Santa Teresa di Riva, con relatori Giosuè Malaponti, presidente Comitato Pendolari Siciliani e Roberto Di Maria di Sicilia in Progress-Comitato Pro Ferrovia Valle Alcantara. Il dibattito si è incentrato sui servizi necessari per assicurare all'utenza un trasporto pubblico efficiente ed efficace e sull’intermodalità come unica soluzione per il futuro. «La progettazione della nuova linea era l’unica possibile per quanto possa lasciare perplessi - ha evidenziato Di Maria - considerato che sarà ad alta capacità e transiteranno treni merci lunghi anche 700 metri. L’unico modo per servire il territorio è realizzare un sistema intermodale con servizi di trasporto su gomma, magari con bus elettrici, creando ad esempio linee circolari tra i centri abitati e le stazioni, con costi molto limitati. È l’unica strada da percorrere per servire i comuni che si troveranno privi di ferrovia,  territori più collegati sono quelli che hanno maggiore sviluppo economico e le linee ferroviarie collegate con il territorio possono dare un valore aggiunto fondamentale per la crescita - ha aggiunto l’esperto di trasporti - in sede di conferenza di servizi si potevano fare osservazioni sui collegamenti con le stazioni, ad esempio linee circolari tra i centri abitati e le stazioni con costi molto limitati. Ora bisogna programmare subito, altrimenti ci troveremo a lavori finiti senza sapere cosa succederà. Non si può modificate il progetto del raddoppio ferroviario ma il resto sì, soprattutto la viabilità. Per questo bisogna coinvolgere tutti gli enti preposti, in particolare i Comuni ma soprattutto la Regione, che ha la responsabilità sul trasporto pubblico locale, istituire tavoli tecnici e conferenze di servizi, ma in tempo. 

La preoccupazione dei pendolari per la dismissione dell’attuale linea e delle stazioni è emersa nel corso del dibattito, dove è stata ribadita la proposta di creare una metropolitana leggera fino a Messina, che però si scontra con la decisione dei sindaci di dismettere il binario con costi a carico di Rfi. Di Maria e Malaponti hanno ricordato come i sindaci abbiano chiesto a Rfi la dismissione dell’attuale tracciato e la restituzione delle aree ma al momento non vi sono certezze sulla destinazione futura degli spazi: «Il progetto del raddoppio prevede 16 km di green way ma non sappiamo se verranno realizzati perchè bisogna trovare i soldi per farla - ha evidenziato Di Maria - si tratta di una pista ciclabile e pedonale prevista da Giampilieri ad Alì terme e poi da Santa Teresa di Riva a Letojanni, mentre da Alì Terme a Santa Teresa di Riva bisogna ancora stabilire la destinazione. Manca quindi un progetto unitario tra i comuni». Chi viaggia in treno si attende risposte che finora non arrivano dalle istituzioni: «Verrà meno il pendolarismo, anche quello scolastico - ha evidenziato Malaponti - ma devono mettersi d’accordo i sindaci. Se da Letojanni ad Alì Terme c’è la volontà di mantenere l’attuale binario facciano pure, se Rfi avrà la capacità di gestirlo o ci sarà un investitore privato ben venga». Miano ha sottolineato come la zona jonica stia subendo un impatto ambientale pesante legato ai cantieri e sarà penalizzata per l’assenza di stazioni: «Su questa vicenda che intacca la vita delle persone sono assenti la politica - ha detto - e un organismo sovracomunale che metta tutti d’accordo». A concludere l’incontro l’intervento di Piero Patti, segretario generale Cgil Messina: «In questo territorio si sono persi 6000 abitanti in dieci anni - ha affermato - assistiamo allo spopolamento e l’indice di vecchiaia è pari quasi a 300, ossia ci sono tre over 65 ogni under 15. Gli investimenti devono essere proiettati sul diritto alla mobilità ma manca una regia regionale, perché il governo non vuole non disturbare i sindaci dei vari partiti. Dobbiamo essere sentinelle nel territorio per far sì che i sindaci ricordino da chi siano stati eletti ma dobbiamo risvegliare i cittadini. Il progresso non può strozzare le comunità locali».


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