La costa delle Bandiere blu ma con il mare marrone: fogna e spazzatura mettono in fuga
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Una scia di sporcizia di questi giorni
«Ho percorso 60 km per venire al mare qui, dove sventola la Bandiera blu, aspettandomi acqua pulita e servizi, ma appena scesa in spiaggia ho trovato l'acqua sporchissima: è semplicemente vergognoso». Quello di Vittoria è solo uno dei tanti sfoghi dei bagnanti che sono costretti a fare i conti con un’altra estate da dimenticare per la riviera jonica, dove le scie di sporcizia continuano a stridere con le certificazioni di qualità ambientale assegnate ad alcune località costiere. Sulla carta, infatti, saranno anche acque da Bandiera blu, ma è un riconoscimento che sparisce tra i reflui fognari che ogni giorno solcano il mare. Negli ultimi due giorni sono state tantissime le lamentele a causa di scie oleose, sporcizia o spazzatura che attraversano la costa e rendono impraticabile il mare, solcato da chiazze di rifiuti o reflui fognari la cui origine rimane ancora sconosciuta, provenienti forse dal largo, da Messina o da fuori provincia. I sindaci assicurano che i depuratori fognari sono funzionanti e scaricano in mare acque limpide e che è impossibile intervenire per via delle correnti, che trasportano sporcizia da lontano. «Sono a Santa Teresa di Riva dall’1 luglio - racconta Salvatore - e la situazione è peggiorata di giorno in giorno. Domenica il mare è stato tutto il giorno marrone, tranne un paio d’ore la mattina, per il resto era così marrone da fare impressione, schiarendosi leggermente solo dopo le 18:30. Lunedì, invece, ha toccato il fondo, la chiazza marrone impediva di vedere il colore azzurro del mare e prendeva centinaia di metri di raggio in larghezza e lunghezza». Le scie attraversano tutti i comuni jonici senza limiti territoriali e le proteste, che arrivano anche da Sant’Alessio Siculo, Furci Siculo, Roccalumera e altri centri costieri, sembrano servire a poco: «Ma un’indagine approfondita qualcuno l’ha mai fatta? - si chiede Salvatore, un altro bagnante del posto - è possibile che non si riesca a individuare chi sversa impunemente a mare. Procura, Capitaneria di Porto dormono? Basta setacciare bene i depuratori e vedere se sono a norma, non è difficile». Le analisi effettuate dall’Asp (ultimi prelievi a giugno su tutta la costa) e rese note dal Portale acque di balneazione del Ministero della Salute escludono il superamento dei limiti per i parametri Escherichia coli ed Enterococchi intestinali e la qualità dell’acqua viene definita eccellente. Di fatto, però, non è così. Le soluzioni? Nell'immediato l’impiego di un battello spazzamare “Pelikan” per la raccolta dei rifiuti galleggianti solidi e liquidi, ipotizzato nel 2020 anche se già dal 2015 la Guardia costiera ha evidenziato come non sia utilizzabile negli orari di balneazione (9-19) in quanto mezzo a motore, oppure la posa di barriere galleggianti antinquinamento per circoscrivere la macchia di sporcizia e proteggere la fascia più a ridosso della spiaggia, perchè ogni località Bandiera blu deve avere l’interesse a mantenere pulito il proprio specchio di mare, non trincerandosi dietro la scusa che il mare è grande ed è di tutti. Ma è necessario individuare cause e origini di reflui e rifiuti in mare. «È necessario coinvolgere tutte le autorità competenti - commenta il sindaco di Furci Siculo, Matteo Francilia, come Asp, Arpa, Città metropolitana di Messina e Catania, Assessorato regionale Territorio e Ambiente di Sicilia e Calabria e tutte le amministrazioni comunali siciliane e calabresi gestori dei depuratori, per una assunzione generale di responsabilità affinché venga risolto definitivamente il problema. Non è possibile che nel 2026 alcuni comuni non abbiano ancora il depuratore e altri con varie problematiche nei loro depuratori scaricano direttamente a mare. Se non viene risolto il problema rifletterò seriamente sul non portare avanti in futuro il programma Bandiera blu a Furci Siculo - aggiunge Francilia - perché a questo punto non ha più senso che a causa di "alcuni" vengono vanificati gli enormi sacrifici di altri, che non fatica ogni anno cercano di ottenere questo importante riconoscimento. La salute pubblica, l'incolumità pubblica, necessarie per garantire anche lo sviluppo economico e sociale dei territori, sono al primo posto della mia agenda politica. Non possiamo continuare a subire».













