Sabato 31 Gennaio 2026
Intervista a Danilo Lo Giudice dopo la distruzione del lungomare di Santa Teresa di Riva


"Io, sindaco impotente in uno scenario di guerra, vi prometto: torneremo alla normalità"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

255 Lettori unici

Lo Giudice tra le macerie della litoranea

Mezzo lungomare crollato e chiuso al traffico, la fogna che sfocia in mare, una spiaggia ridotta ai minimi termini e tante incognite sul futuro. È l’agenda quotidiana del sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, che da due settimane affronta un’emergenza senza precedenti dopo la distruzione lasciata dal ciclone Harry e dalla devastante mareggiata. La sua stanza in municipio è sede del Centro operativo comunale e tale rimarrà a lungo, dove ogni giorno affronta tante questioni legate all’emergenza e fa il punto con la cittadinanza collegandosi in diretta video.

Sindaco, cosa ha pensato la mattina del 20 gennaio quando si è aperta la prima voragine?
«Lo sconforto iniziale è stato parecchio e ci siamo chiesti subito cosa fare. Fin quando ha funzionato il sistema di videosorveglianza abbiamo seguito l’avanzare della mareggiata dalle telecamere, poi quando siamo usciti ci siamo resi conto di avere davanti una catastrofe di dimensioni spropositate. Lo sconforto ha lasciato il posto all’adrenalina, per cercare di fare il possibile e l’impossibile per salvare il salvabile».

Si aspettava che crollasse quasi tutto il lungomare? Cosa ha provato?
«Assolutamente no, mi aspettavo dei danni ma non pensavo mai così estesi e di tali dimensioni, mi ha rincuorato il fatto che non ci siano stati morti. Ho sempre detto che il ruolo del sindaco è uno dei più belli perchè si ha la possibilità di incidere, ma per la prima volta nel mio lungo mandato amministrativo ho avuto una sensazione di impotenza davanti ad uno scenario di guerra».

Da anni si aspetta l’avvio dei lavori di salvaguardia della costa, Schifani nei giorni scorsi qui a Santa Teresa di Riva ha detto che la Regione non ha colpe per i ritardi e che lui non rincorre responsabilità. Allora di chi è la colpa?
«Sicuramente non del Comune. Soggetto attuatore del progetto è la Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico presieduta da Schifani. Noi negli anni abbiamo sempre portato avanti tutti gli adempimenti, con la massima collaborazione istituzionale e con una sollecitazione continua e costante da parte mia, che quasi settimanalmente sono stato a Palermo per cercare di farli correre il più possibile. Con il governo Schifani si è avuta sicuramente un’accelerazione da parte della Struttura commissariale rispetto a tutti gli adempimenti e iter burocratici, cosa che purtroppo non è avvenuta negli anni precedenti, dove si arrivò anche alla revoca del finanziamento che poi ci venne restituito a seguito delle nostre proteste e all’annuncio di ricorso al Tar. Tutti elementi che hanno determinato lungaggini, che sommate a quelle burocratiche ci hanno fatto perdere anni».

Con le opere di protezione della costa i danni sul lungomare sarebbero stati minori
«Assolutamente sì, probabilmente anche noi avremmo avuto danni, non posso avere la certezza matematica, ma se avessimo completato l’intervento di difesa costiera con i 14 pennelli e il ripascimento della spiaggia sicuramente avremmo potuto attenuare notevolmente la mareggiata»

Per la Sicilia il Governo ha stanziato 33 milioni per i primi interventi urgenti: troppo pochi secondo voi?
«Sono certo che ci saranno altre risorse, ma è un’assegnazione esigua benché solo per la fase emergenziale. Ciò mi preoccupa perchè probabilmente a livello nazionale la percezione della catastrofe è di gran lunga minore della realtà. La nostra “contestazione istituzionale” è determinata da ciò.

Teme di più i fondi insufficienti o i tempi troppo lunghi?
«Entrambi, sui fondi la soluzione c’è e noi come Sud chiama Nord abbiamo proposto un ordine del giorno all’Ars per riprogrammare i fondi Fsc, che è stato approvato, e lo stesso Schifani ha riconosciuto che questa strada è percorribile»

Le emergenze immediate?
«Ripristino fognatura e posa di massi nelle voragini per proteggere il centro abitato: ho firmato un’ordinanza urgente e abbiamo già iniziato i lavori».

La stagione estiva è compromessa?
«Sicuramente, non sarà normale ma faremo tutto il possibile. Tante attività hanno riaperto, il paese è fruibile anche se con limitazioni viarie, bisogna cercare di tornare alla normalità e andare avanti».

Da giorni chiede visibilità nazionale, pensa possa essere utile per avere maggiori risorse?
«Vorrei che chi sta sopra di noi abbia la percezione reale di quello che stiamo vivendo, affinché vengano stanziate le risorse necessarie anche per la ricostruzione. I tempi rischiano di essere lunghi e questo può comportare notevoli problematiche per la nostra città, la riviera, l’economia e il turismo, mettendo in ginocchio le comunità. Da qui l’appello accorato affinché ci diano ascolto e vengano a rendersi conto che non sono semplici richieste di aiuto ma vere e proprie necessità per far sopravvivere il nostro comprensorio, dove tutti abbiamo fatto grandi sacrifici e non possiamo permettere che vadano in fumo»

La cosa più bella e quella più brutta di questa emergenza?
La più bella i volontari, la solidarietà e la presenza di tantissimi giovani a spalare sabbia. La più brutta sentirsi impotente davanti questo scenario di guerra».


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.