Incendi, Prc: "Il comprensorio jonico brucia ma la vera sicurezza è la cura del territorio
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Gli incendi degli ultimi giorni a Taormina
«Affrontare questi eventi con logiche emergenziali significa condannare la Sicilia a rivivere ogni anno lo stesso copione». È quanto commenta il Circolo di Rifondazione Comunista “Lidia Menapace” della riviera jonica dopo i devastanti incendi degli ultimi giorni, esprimendo innanzitutto riconoscenza ai Vigili del Fuoco, agli operatori forestali, ai piloti dei mezzi aerei e ai volontari della Protezione civile che hanno affrontato condizioni estreme per proteggere le persone e il territorio. «È innegabile che la Sicilia vive da anni una crescente fragilità - ricorda Stefania De Marco, segretaria del Circolo - con territori agricoli abbandonati, aree rurali non presidiate, boschi non manutenuti e l’assenza di una strategia organica di forestazione e prevenzione. A tutto questo si sommano gli effetti del cambiamento climatico, con temperature elevate, siccità prolungata, vegetazione stressata e venti irregolari che rendono ogni incendio più rapido e distruttivo. La gestione dell’emergenza è indispensabile, ma non può sostituire la prevenzione e gli interventi strutturali, continui, programmati, capaci di ridurre la vulnerabilità del territorio prima che le fiamme arrivino». Prc pretende che vengano accertate «le responsabilità politiche e amministrative relative alla prevenzione degli incendi, la devastazione di queste ore e le tragedie avvenute certificano il fallimento delle politiche ambientali del Governo regionale, che deve predisporre immediatamente un piano piano organico e pluriennale che parta dalla conoscenza reale del territorio e dalla sua protezione, perché se oggi l’emergenza sono gli incendi, la prossima stagione saranno mareggiate, alluvioni, frane e persino cicloni. Continuare a trattare questi fenomeni con logiche emergenziali significa ignorare deliberatamente che la Sicilia è già dentro una crisi climatica permanente i cui effetti sono amplificati da incuria, abbandono e cementificazione selvaggia. Come Circolo “Lidia Menapace” ribadiamo che la vera difesa nazionale consiste nella protezione dei territori e delle persone. Insomma, le risorse pubbliche devono essere investite nella prevenzione, nella manutenzione dei boschi, dei fiumi e dei litorali, nella gestione del rischio climatico, non in sistemi d’arma che nulla hanno a che vedere con la sicurezza reale delle comunità. È tempo che le priorità del Paese tutto e della nostra isola vengano riallineate alla realtà che gli abitanti vivono, non alla retorica del riarmo e alle logiche emergenziali che producono profitto di cui beneficiano pochi, e catastrofi che paghiamo tutti».













