In missione da Taormina al Camerun: il Ccpm salva la vita a 148 piccoli pazienti
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Staff italiano e camerunense
È il completamento del primo anno di attività del progetto, avviato a marzo 2025, con un totale di 148 bambini operati al cuore. L’equipe del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina torna dal Camerun dopo aver concluso la prima missione del 2026, anche quest’anno al General Hospital di Yaoundé, dopo le quattro missioni del 2025 durante le quali sono stati operati 107 bambini. Il progetto, denominato “Cuori Ribelli”, è promosso dall’Asp di Messina e finanziato dalla ong “Una Voce per Padre Pio”, presieduta da Enzo Palumbo, e in un solo anno di attività il programma ha registrato progressi significativi. Oltre al numero crescente di interventi cardiochirurgici, infatti, è stata formata una squadra sanitaria locale che oggi è in grado di trattare autonomamente alcune cardiopatie congenite più semplici, segnando un importante passo verso l’autonomia del centro camerunense. Durante l’ultima missione l’equipe italiana guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati ha trattato chirurgicamente 41 pazienti e visitato oltre 200 bambini. Con lui la cardiologa Rita Calaciura, la neonatologa Valeria Manzo, i perfusionisti Samuele Puglisi e Giorgia Raneri, gli strumentisti Angelo Sanzone e Alice Vailati, gli infermieri Giuseppe Trischitta, Mario Cortiello e Davide Calabrò e il reporter Matteo Arrigo. Nel corso della settimana è stato eseguito per la prima volta in Camerun e nell’Africa subequatoriale un intervento di trasposizione delle grandi arterie (Tga) su un bambino di tre mesi: una patologia complessa che nei Paesi occidentali viene generalmente operata alla nascita, entro le prime due settimane di vita, e richiede una lunga gestione post-operatoria. Nonostante il quadro clinico iniziale fosse particolarmente compromesso, l’intervento è riuscito e il piccolo Mathis è in fase di recupero. Accanto alle missioni mediche, l’associazione “Una Voce per Padre Pio” promuove anche interventi di carattere sociale e umanitario: durante la missione è stato infatti inaugurato un pozzo d’acqua nel villaggio di Ecumtic, nel distretto di Lobo, dove gli abitanti della comunità erano costretti a percorrere chilometri nella foresta per accedere all’acqua potabile. Un secondo pozzo verrà realizzato grazie al sostegno dell’imprenditore etiope del settore del caffè Berhan Tetla, che ha conosciuto il progetto e il dottor Agati lo scorso dicembre a Taormina. Da questo incontro è nata una collaborazione che porterà il gruppo italiano a svolgere una nuova missione in Etiopia ad aprile, all’ospedale Ethio Istanbul di Addis Abeba. Le operazioni saranno effettuate gratuitamente a beneficio delle famiglie che non hanno la possibilità di accedere a cure specialistiche e l’attività medica sarà finanziata da “Una Voce per Padre Pio”, mentre la logistica dallo stesso Tetla. In visita all’ospedale l’ambasciatrice d’Italia in Camerun, Natalia Saginiti, ha espresso grande emozione nel tornare nella struttura dopo alcuni mesi e rivedere la speranza negli occhi delle mamme e il sorriso dei bambini che, poco alla volta, tornano a respirare e a vivere meglio. «Per l’Ambasciata è un onore assistere a una delle espressioni più belle dell’Italia: generosità, solidarietà, tecnologia e attenzione verso il prossimo - ha affermato, ribadendo il sostegno della sede diplomatica al progetto avviato dal suo predecessore, Filippo Scammacca del Murgo - continueremo a camminare accanto ai medici e soprattutto ai bambini».















