Martedì 10 Febbraio 2026
Intervista al sindaco di Sant'Alessio, Domenico Aliberti, sulla costa divorata dal ciclone


"Il ripascimento è la nostra urgenza, per combattere l'erosione dovremo farlo per sempre"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il sindaco Aliberti e la costa senza spiaggia

Quando si parla di mareggiate ed erosione costiera, nel comprensorio jonico si cita subito il caso di Sant’Alessio Siculo, che da trent’anni affronta il problema con soluzioni che non saranno mai definitive ma che comunque hanno permesso finora di evitare gravi danni al centro abitato. E senza le opere di salvaguardia della costa, avviate negli Anni ’90 e costate finora quasi 40 milioni di euro con la barriera soffolta e ripetuti ripascimenti artificiali della spiaggia, oggi metà paese sarebbe stato spazzato via dal ciclone Harry e dalla devastante mareggiata che ha innescato. I marosi hanno comunque danneggiato un piccolo tratto di lungomare e raggiunto alcuni complessi abitativi e l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Aliberti è già al lavoro per effettuare le opere di ripristino delle infrastrutture pubbliche colpite. Ma sarà fondamentale procedere al più presto con la ricollocazione degli scogli spostati e progettare già un nuovo intervento di rifioritura della barriera, colpita da una mareggiata senza precedenti nell’ultimo trentennio.

Sindaco, si aspettava questi danni nonostante le vostre difese?
«Sì, è stata una mareggiata davvero forte. La barriera soffolta è testata per onde fino ad otto-nove metri di altezza, in quei giorni ne sono state registrate fino a 15-16 metri, dunque quasi il doppio. Gli studi sulla barriera soffolta, condotti in passato, non hanno considerato onde di questa portata e soprattutto ha inciso la durata della mareggiata, andata avanti per tre giorni consecutivi. La scogliera, comunque, ha tenuto, sono stati danneggiati gli ultimi 150 metri lato nord. Adesso c’è il problema dell’assenza della spiaggia e il mare sbatte sulla barriera radente provocando l’effetto sifonamento con lo svuotamento sotto la sede stradale e il marciapiede» 

C’è una stima dei danni? 
«Calcoliamo almeno 5-6 milioni di euro per i danni alla barriera crollata in una tratto per un difetto di costruzione, come è emerso nei giorni scorsi durante la discussione Consiglio comunale, segnalato già a suo tempo durante i lavori. Abbiamo chiesto al Commissario per il contrasto al dissesto idrogeologico di effettuare il monitoraggio dell’opera, per il quale sono previsti 200.000 euro nel quadro economico del progetto da 13 milioni di euro completato di recente, e ci ha assicurato che procederà in tal senso».

Come state operando? 
Bisogna realizzare una pista in mare per poter riparare la barriera radente lesionata e abbiamo ottenuto il via libera dall’Autorità di Bacino al prelievo di sabbia dal torrente Agrò, mentre la Protezione civile ci ha assicurato che interverrà con la posa di massi per proteggere i punti della costa maggiormente esposti per evitare che il mare scavi sotto il muro del lungomare. Parallelamente procederemo con la ricostruzione del tratto di marciapiede crollato e abbiamo già affidato i lavori.

Aspettate il maxi ripascimento della spiaggia con 520.000 metri cubi di terra dello scavo dalla galleria Taormina del raddoppio ferroviario: pensa si possa fare prima dell’estate?
«Non lo so, i lavori sono bloccati perchè mentre scavavano con la talpa hanno incontrato una sacca di gas all’interno della galleria e si sono dovuti fermare. Questo non ci lascia tranquilli. Si parla di continuare a scavare con una talpa più piccola e dunque i tempi per poter arrivare ad avere i sedimenti sulla nostra costa si allungano».

L’assenza della spiaggia comprometterà la stagione estiva?
«Il rischio c’è, inutile negarlo. Verrebbe compromessa quantomeno per i titolari di almeno due stabilimenti balneari che sorgono nelle zone dove manca l’arenile, mentre in zona sud il problema non c’è perchè la spiaggia è rimasta. Per le altre attività non credo al momento ci siano problemi o cali di presenze».

Lo Stato ha stanziato 33 milioni di euro per i primi interventi urgenti Sicilia: la preoccupano i fondi insufficienti o i tempi della burocrazia? 
I 33 milioni di euro serviranno sicuramente per pagare le ordinanze di somma urgenza nella prima fase emergenziale, non sarà il totale delle somme a disposizione. I tempi della burocrazia, invece, mi preoccupano parecchio»

La lotta all’erosione a Sant’Alessio Siculo avrà mai fine?
«Ormai l’erosione costiera è un problema mondiale. Il nostro comune è quello che per primo ha avuto criticità e ha iniziato le opere di salvaguardia, che in questo caso hanno dato il loro risultato. Ma ritengo che questo ciclone sia stato solo il primo di una nuova epoca di cambiamenti climatici. Nel nostro caso l’idea che abbiamo è quella di poter agire con un ripascimento costante, svuotando i torrenti e sistemando la spiaggia. Per il Comune deve divenire un’attività ordinaria e così potremo compensare costantemente l’erosione della costa».


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