Giovedì 18 Giugno 2026
Ricorso dell'associazione regionale contro il Pudm, nel frattempo modificato dal Comune


Il Piano spiagge a Taormina e l'opposizione dei balneari: adesso il Tar chiede chiarimenti

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La spiaggia di Mazzeo

Interviene anche il Tar di Catania sull’iter di redazione del Piano di utilizzo del demanio marittimo di Taormina, al centro di discussioni e confronti negli ultimi due anni e mezzo. In seguito all’adozione del documento in Consiglio comunale, nella seduta del 7 marzo 2025, sono stati presentati almeno due ricorsi amministrativi, uno dei quali dall’Associazione Turistica Balneari Siciliana, che difesa dagli avvocati Giovanni Mandolfo e Carmelo Martino Anzalone ha chiesto l’annullamento della delibera consiliare, di tre delibere di Giunta adottate tra dicembre 2024 e febbraio 2025 e di tutti gli atti legati al Pudm. Nel frattempo, però, l’Amministrazione comunale ha preso atto delle nuove linee guida regionali di luglio 2025 e ha redatto un nuovo elaborato, a seguito dell'acquisizione da parte della Regione delle concessioni demaniali autorizzate e tenuto conto dei danni e dei cambiamenti innescati dal ciclone Harry. Il Comune, difeso dall’avvocato Fabio Famà, con i propri scritti difensivi e con la documentazione depositata in vista dell’udienza dei giorni scorsi ha fatto presente di aver riavviato il procedimento per l’adozione del Pudm e dunque i giudici hanno ritenuto necessario, per poter decidere, di ottenere documentati chiarimenti dal segretario generale (responsabile unico del progetto) e del responsabile dell’Area Tecnica sullo stato del procedimento, con particolare riferimento all’attualità, o meno, dei contenuti della delibera di adozione del Consiglio comunale impugnata in sede processuale, specificando se sia ormai stata superata dalla paventata elaborazione di un nuovo schema di piano, già inviato agli organi regionali per il visto di conformità alle linee guida in materia di redazione del Pudm. Dunque il collegio della Terza Sezione del Tar ha ritenuto di dover concedere un termine di 30 giorni per l’adempimento istruttorio e ha rinviato la trattazione della causa all’udienza pubblica del 30 settembre. 

A preoccupare i portatori di interessi è in particolare la distanza minima prevista di 25 metri tra un stabilimento balneare e l’altro, che soprattutto nei tratti di costa più piccoli riduce lo spazio a disposizione per i concessionari: circostanza che per i grandi marchi del lusso potrebbe significare dover rinunciare ad allestire le strutture sulle piccole spiaggette situate a ridosso dei complessi alberghieri. «Non intendo svendere Taormina sull’altare di nessun blasonato interesse privato» ha ripetuto più volte il sindaco Cateno De Luca, che lo scorso 20 aprile ha presentato la nuova versione del Piano di utilizzo del demanio marittimo, che riserva il 53% delle spiagge alla libera fruizione e il 47% alle concessioni private. Confermata la distanza minima dei 25 metri tra le concessioni, anche se in alcuni casi è stata prevista una deroga, per problemi di erosione costiera, con l’obbligo per il privato, in caso di contiguità delle concessioni, di riservare il 20% dell'area assentita ad uso pubblico gratuito, con libera fruizione dei servizi minimi. 


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