Martedì 14 Luglio 2026
Il presidio soppresso nel 2008 è stato al centro di un ricorso amministrativo


Guardia medica a Santa Teresa di Riva, il Cga mette il "sigillo" definitivo dopo 18 anni

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La postazione Pte-118 ma senza Guardia medica h24

Si spengono definitivamente le speranze, almeno dal punto di vista giudiziario, di far riaprire la Continuità assistenziale (ex Guardia medica) a Santa Teresa di Riva. Il Cga di Palermo, infatti, ha respinto il ricorso d’appello presentato dal Comune nell’aprile 2024 contro la sentenza del Tar di Catania che ad ottobre 2023 ha dichiarato improcedibile il ricorso del 2008, presentato allora dal Comune contro l’Assessorato regionale della Salute, l’Asp di Messina e il Comune di Sant'Alessio Siculo (questi ultimi due non costituiti in giudizio), finalizzato a chiedere l'annullamento del decreto assessoriale del 25 giugno 2008 con il quale venivano dismessi diversi presidi di Continuità assistenziale e tra questi quello di Santa Teresa di Riva, chiuso e accorpato a quello di Sant’Alessio Siculo. I giudici d’appello hanno ritenuta corretta la sentenza di primo grado, «che ha messo in evidenza che la situazione fattuale e giuridica presente in atto era completamente difforme da quella esistente alla data di proposizione del ricorso principale e dei motivi aggiunti, in quanto con la Legge regionale 5/2009 e con il decreto assessoriale 723/2010 era stato riorganizzato il servizio di assistenza sanitaria territoriale, in particolar modo con la sostituzione dei preesistenti presidi di Continuità assistenziale con i vigenti Presidi territoriali di assistenza e che, in particolare, erano cambiate le modalità attraverso le quali erogare i servizi di assistenza sanitaria con continuità assistenziale, richiamando in proposito, la creazione dei Pta e delle sue articolazioni e il coinvolgimento dei medici convenzionati nell’erogazione del servizio, oltre che il coordinamento esistente tra strutture territoriali e strutture ospedaliere». Secondo il Cga «l’attività di continuità assistenziale vedeva impegnati un numero di medici di continuità assistenziale (medici del ruolo unico di assistenza primaria ad attività oraria) superiore a quanto previsto dall’accordo collettivo nazionale in vigore e i punti di primo intervento (Ppi), attivati a seguito degli accordi integrativi regionali del 2010, garantivano un servizio medico h12 diurno, in integrazione con i servizi di continuità assistenziale, per le piccole e medie urgenze, in modo da non affollare le aree di emergenza, costituendo gli elementi standard imprescindibili dei Pta e garantendo un elevato grado di copertura di assistenza sanitaria».

L’Asp di Messina si era espressa ad ottobre 2024, dopo una petizione avviata dall’assessore comunale alla Salute, Gianmarco Lombardo, sottoscritta con oltre 1.500 firme, quando il Dipartimento per la Pianificazione strategica dell’Assessorato della Salute ha chiesto all’Azienda sanitaria provinciale di relazionare in merito. La risposta era arrivata dal Dipartimento Cure primarie, che aveva evidenziato in sostanza come la Guardia medica a Santa Teresa di Riva non serva più, rispondendo all’Amministrazione comunale che la copertura assistenziale è garantita da una postazione del 118 e dal Pte (con apertura dalle 8 alle 20). Inoltre era stato specificato che a circa un chilometro sono presenti una postazione di Continuità assistenziale a Sant'Alessio Siculo, una a Furci Siculo e una a circa tre chilometri a Savoca. Adesso anche i giudici di appello hanno ribadito l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, in quanto la Legge regionale 5 del 2009 e il Decreto assessoriale 723 del 2010 impediscono di riconoscere al Comune appellante alcun interesse, anche meramente strumentale e morale, alla decisione. L’ente è stato assistito al Cga dall’avvocato Giovanni Monforte.


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