Gli "angeli della sabbia": da Giardini a Scaletta 1.000 giovani orgoglio della riviera
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Volontari sul lungomare di Santa Teresa
“Angeli del fango” è l'espressione usata per denominare coloro, in prevalenza giovani, che contribuirono ad affrontare l’emergenza successiva all'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 e che furono di supporto alla prima ricostruzione, giungendo da tutta Italia e anche dall’estero. A distanza di 60 anni c’è un “esercito” di giovani, tutti del posto, che sta ripetendo un’esperienza analoga a 1.000 chilometri di distanza. Sono “gli angeli della sabbia”, circa un migliaio di ragazze e ragazzi, anche minorenni, che da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea sono scesi in strada per ripulire i comuni sui quali si è abbattuta la devastante mareggiata che ovunque ha portato distruzione. Passata la tempesta, non ci hanno pensato due volte ed è scattato un tam tam che li ha messi in contatto in poche ore, con unico messaggio: serve il nostro aiuto. Così si sono armati di pale, badili, ramazze, carriole, secchi e qualsiasi attrezzo o oggetto si possa utilizzare per scavare, spalare, ripulire, “invadendo” i lungomari della riviera jonica ormai irriconoscibili. Giovani, studenti, associazioni, sportivi, professionisti, tutti insieme per far risorgere il loro luogo natio. C’è chi non ha mai tenuto in mano una pala o spinto una carriola, ma non importa. Vedere il sorriso di un’anziana con la cantina liberata o ricevere il grazie di un commerciante con l’attività ripulita fa superare tutto. Sono l’orgoglio della riviera. Coordinati dalle amministrazioni locali, “gli angeli della sabbia” stanno operando sopratutto per rimuovere i detriti dalle abitazioni e dalle attività, agendo in garage, scantinati, autorimesse, cortili, esercizi e locali pubblici, spalando anche i marciapiedi per farli tornare al loro colore originario il prima possibili. In tanti casi si sono trovati davanti a locali con l’acqua fino al tetto, arredi e oggetti ormai da buttare, sabbia alta anche un metro o più, ma non si sono tirati indietro e hanno assistito la popolazione fino a ripulire l’ultimo granello di sabbia. Tra un panino e un trancio di pizza mangiato al volo, dove c’era solo buio e distruzione grazie a loro è tornato a risplendere il sole. Un’esperienza che non avevano mai vissuto e che contribuirà a formarli, accrescendo il loro senso di solidarietà e la consapevolezza di appartenere a comunità con un destino comune. Una dimostrazione che oltre le storie e i reel sui social sono altro, molto altro. Sono l’orgoglio della riviera.












