Giornata internazionale della guida turistica, a Taormina "scoperte" due importanti realtà
di Francesca Gullotta | oggi | ATTUALITÀ
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La visita della chiesa anglo-americana
Un percorso ideato per narrare angoli preziosi ma meno conosciuti e frequentati dal pubblico. Con questo spirito è stata celebrata anche a Taormina la Giornata internazionale della guida turistica, istituita nel 1990, con lo scopo di portare alla scoperta di luoghi così noti da essere dati per scontati dai cittadini, che diverranno turisti curiosi a casa propria. Ad organizzare l’evento è stata l’Associazione Guide Turistiche di Taormina e della provincia di Messina, presieduta da Martine Fender, che ha proposto un itinerario particolare per scoprire le meraviglie dietro l’angolo scegliendo due importanti realtà del territorio: la chiesa anglicana di San Giorgio e il cimitero monumentale di Taormina. All’iniziativa hanno preso parte circa 100 partecipanti e la giornata è iniziata con la visita della chiesa anglo-americana, ultimata nel 1922 grazie all’impegno finanziario di miss Mabel Hill e Alexander Nelson Hood, duca di Bronte, con il contributo della comunità straniera residente in città, spiegata dettagliatamente da Norma Wood Mazza. La seconda parte della visita ha invece riguardato il cimitero monumentale di Taormina, sotto la guida di Umberto Martorana alias Ghumbert Di Cattolica, all’interno del quale si trovano le tombe di personaggi che hanno fatto la storia della città, soprattutto artisti e nobili benefattori stranieri che hanno eletto Taormina come loro residenza, tra cui Otto Geleng (pioniere del turismo taorminese), Wilhem von Gloeden, il barone Karl Von Stempel, Robert Kitson e Daphne Phelps, Francesco Atenasio, tutti nomi importanti che ritroviamo anche nella toponomastica della città. Secondo scopo fondamentale della manifestazione è stato quello di presentare al grande pubblico la figura professionale della guida turistica abilitata e il suo ruolo di “ambasciatore” del territorio in cui opera. «La guida turistica – spiega la presidente Martine Fender - trasmette l’essenza di un luogo al visitatore, a prescindere dalla sua provenienza, età e formazione: in questo senso, è un vero e proprio mediatore culturale. La sua formazione, che continua costantemente, è necessariamente multidisciplinare, per poter narrare non solo la storia e i monumenti di un luogo, ma anche le sue tradizioni, la sua cultura… insomma la sua anima».













