Domenica 01 Novembre 2026
L'ente non ha dato riscontro ai proprietari ed è stato condannato a pagare le spese


Giardini, pozzo pubblico su area privata: il Comune chiamato dal Tar a rispondere

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il terreno dove sorge il pozzo

Un pozzo pubblico su un terreno rimasto privato. Succede a Giardini Naxos, dove tre cittadini hanno deciso nei mesi scorsi di diffidare il Comune ad accertare l’occupazione illegittima dell’area e a provvedere all’adozione di un provvedimento motivato di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis del Dpr. 327/2001, con trascrizione nei registri immobiliari, non prima di averne determinato il valore venale aggiornato del bene per la consequenziale liquidazione dell’indennizzo complessivo. La nota è stata inviata al municipio il 26 maggio ma l’ente, nonostante sia trascorso il termine e comunque quello di 30 giorni, non ha adottato alcuna iniziativa. Così i proprietari del terreno, situato all’ingresso lato Catania della cittadina naxiota all’angolo con via Consolare Valeria (Statale 114), per una superficie di 233 metri quadrati, assistiti difesi dagli avvocati Claudio Fiume e Ciro Balzano hanno presentato un ricorso al Tar di Catania per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento del Comune, notificato l’11 luglio.

Ricorso accolto dai giudici della Seconda Sezione del Tar (Daniele Burzichelli presidente, Gustavo Giovanni Rosario Cumin consigliere estensore e Cristina Consoli referendario) che hanno ordinato al Comune (non costituitosi in giudizio) di rispondere con atto formale alla diffida dei ricorrenti entro il termine di 90 giorni e lo hanno condannato alla pagamento delle spese di lite pari a 2.373 euro, oltre accessori di legge. Il Tar ha riconosciuto come esista consolidata - e dal Collegio condivisa - giurisprudenza circa l’obbligo della Pubblica Amministrazione di pronunciarsi su un’istanza come quella formulata dai ricorrenti con il proprio atto di diffida del 21 gennaio 2026, in quanto l’occupazione senza titolo di beni immobili appartenenti a privati è una situazione di fatto del tutto contrastante con quella di diritto e l'Amministrazione deve tempestivamente adoperarsi per ripristinare una situazione di legalità. Il privato può quindi legittimamente domandare o l'emissione del provvedimento di acquisizione o, in difetto, la restituzione del fondo con la sua riduzione in pristino e la Pubblica Amministrazione - in ossequio a ragioni di giustizia e di buona amministrazione, senz'altro riscontrabili nel caso di specie - deve riscontrare siffatta richiesta, eventualmente anche soltanto per dichiararne l'insussistenza dei relativi presupposti.


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