Gaggi, disagi quotidiani per la carenza d'acqua in paese: protestano cittadini e attività
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Dal 30 giugno fornitura ridotta
Crescono i disagi quotidiani a Gaggi a causa della crisi idrica che nell’ultimo mese sta colpendo il paese. Già dal 30 giugno il Comune ha deciso di interrompere ogni giorno l’erogazione idrica da mezzanotte alle 5.30, allo scopo di consentire il riempimento delle vasche di accumulo e garantire nelle ore diurne il ripristino dei normali livelli di pressione della rete, ma negli ultimi giorni la situazione si è aggravata, probabilmente per l’aumento dei consumi, al punto che non si riesce a garantire una pressione sufficiente e di conseguenza una fioritura regolare per le utenze cittadine, con forti disagi soprattutto per quelle situate nella parte più alta del paese. Gli orari comunicati un mese fa, però, non sempre vengono rispettati: venerdì, ad esempio, la fornitura d’acqua è stata interrotta alle 19, mentre sabato è stato necessario chiudere l’erogazione dalle 13.30 alle 15. Il sindaco Giuseppe Cundari invita da settimane la cittadinanza ad un uso parsimonioso della risorsa idrica, che deve essere limitata ai soli fini alimentari e igienico-sanitari, mentre è assolutamente vietato ogni utilizzo improprio dell’acqua come il lavaggio di veicoli, la pulizia di cortili o l’irrigazione di orti e giardini: «In questo momento di evidente criticità bisogna dimostrare massima responsabilità e senso civico - fa presente Cundari - evitando sterili polemiche o lamentele che non contribuiscono alla risoluzione del problema. Al contrario serve la collaborazione attiva di ognuno». Ma le lamentele aumentano di giorno in giorno: «È una vergogna non avere acqua nelle nostre case - protesta una cittadina - arrivare a casa è non potersi fare una doccia è un disagio inaccettabile, considerando anche la presenza del fiume Alcantara che potrebbe ovviare al problema». Disagi per residenti ma anche attività commerciali: «Venerdì sera abbiamo rischiato seriamente di rimanere senza acqua - racconta un ristoratore - con il locale pieno e appena un filo d'acqua disponibile. Nel frattempo dovremmo continuare a far funzionare lavastoviglie e macchina del ghiaccio, rischiando di danneggiarle. Il problema non è solo la mancanza d’acqua, ma la totale assenza di rispetto verso cittadini e attività commerciali. Possibile che non si riesca nemmeno a comunicare un orario preciso delle interruzioni, così da permettere alle persone di organizzarsi? Pretendiamo forse troppo chiedendo un servizio essenziale e un minimo di comunicazione?».













