Frenata nei cantieri del raddoppio ferroviario: 242 lavoratori messi in cassa integrazione
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Uno dei cantieri del tracciato
“Esprimiamo fortissima preoccupazione per quanto sta accadendo nei cantieri ferroviari siciliani interessati dal contenzioso tra Rfi e Webuild. Una situazione che rischia di compromettere non soltanto la continuità di opere infrastrutturali fondamentali per il futuro della Sicilia, ma soprattutto la tenuta occupazionale di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie”. A lanciare l’allarme è Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Sicilia, dopo le comunicazioni aziendali relative alle sospensioni di alcune lavorazioni e all’attivazione degli ammortizzatori sociali. I primi effetti sono già concreti: dal 12 ottobre sono interessati dalla cassa integrazione per 13 settimane 170 lavoratori della Seli Overseas, impegnati nei cantieri del raddoppio ferroviario Messina-Catania, e altri 72 lavoratori dello stabilimento Webuild per la produzione dei conci a Catania. “Parliamo già di 242 lavoratori, ai quali potrebbero aggiungersene altri qualora le criticità non venissero rapidamente superate - evidenzia De Vardo - non intendiamo entrare nel merito delle rivendicazioni economiche e contrattuali tra Rfi e Webuild, ma una cosa deve essere chiara: non è accettabile che a pagare il conto di controversie tra grandi soggetti economici siano, ancora una volta, i lavoratori siciliani. Dietro ogni sospensione ci sono famiglie, salari e professionalità che rischiano di essere disperse”. Feneal Uil Sicilia chiede a Rfi, nella qualità di committente, e a Webuild di assumersi fino in fondo le rispettive responsabilità e individuare rapidamente soluzioni capaci di garantire la continuità delle lavorazioni e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali. “Rivolgiamo un appello altrettanto fermo al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò - prosegue il segretario generale del sindacato - non ci si può girare dall’altra parte. Occorre convocare immediatamente un tavolo istituzionale con Rfi, Webuild e le organizzazioni sindacali, per conoscere la reale dimensione della crisi, individuare soluzioni e scongiurare ulteriori sospensioni e possibili licenziamenti. La Sicilia ha già pagato un prezzo altissimo in termini di ritardi infrastrutturali, isolamento e perdita di opportunità occupazionali. Non possiamo consentire che proprio nel momento in cui si stanno realizzando investimenti attesi da decenni, le opere rallentino o si fermino per controversie economiche e contrattuali. Le infrastrutture servono a costruire il futuro della Sicilia, non a produrre nuovi disoccupati – conclude De Vardo - la Feneal Uil Sicilia Sicilia vigilerà con la massima attenzione e non esiterà a promuovere ogni iniziativa sindacale necessaria per difendere il lavoro, i salari e la continuità dei cantieri”.













