Venerdì 27 Febbraio 2026
Il deputato e segretario nazionale di Si-Avs in visita nei comuni colpiti dal ciclone


Fratoianni a Letojanni e Santa Teresa: "Prevenzione contro il cambiamento climatico"

di Andrea Rifatto-Gaetano Rammi | oggi | ATTUALITÀ

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Fratoianni e Costa a Letojanni

«È accaduto qualcosa con cui bisogna imparare a fare i conti ed è arrivato il momento di finirla di chiamare tutto ciò emergenza: il cambiamento climatico è realtà e occorrono politiche in grado di mettere in sicurezza il territorio». A dirlo il deputato Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana-Avs, in visita a Letojanni e Santa Teresa di Riva dopo la devastazione lasciata dal ciclone Harry. Nel primo comune ha percorso quasi tutto il lungomare Luigi Rizzo, quello che ha subito i maggiori danni dal ciclone Harry: prima si è fermato a parlare con gli agenti della Polizia locale, che devono fronteggiare le limitazioni alla viabilità, e subito dopo ha incontrato il sindaco Alessandro Costa, che lo ha accompagnato fino al punto in cui la strada è crollata e sono in corso i lavori per proteggere i palazzi evacuati rimasti esposti alle onde, facendo presente come i primi interventi siano in corso solo grazie a 200.000 euro stanziati dal Comune. «Vogliamo che vi rendiate conto di quello che è successo - ha detto il primo cittadino - perché temo che si stia diffondendo la percezione che la quantificazione dei danni sia stata esagerata», invocando provvedimenti validi per tutto il comprensorio e manifestando dubbi sugli iter burocratici lunghi e complessi rispetto all’urgenza di fornire risposte. La delegazione ha manifestato apprezzamento per le amministrazioni comunali, spesso lasciate sole nelle emergenze, ha discusso della necessità di combattere il cambiamento climatico, ma anche delle soluzioni per proteggere la costa e fare in modo che le comunità rimangano dove hanno sempre vissuto. Sul lungomare letojannese Fratoianni ha incontrato anche il ristoratore Gianni Ardizzone (“Da Nino”), che ha invocato gli aiuti necessari alla categoria per ripartire con le attività. Il parlamentare si è poi spostato a Santa Teresa di Riva, visionando le voragini sulla litoranea. 

«Adesso l’urgenza è quella del ripristino, dei ristori, della messa in sicurezza e dei consolidamenti - ha detto - ma c’è una questione che riguarda la prospettiva: servono politiche di contrasto al cambiamento climatico, senza le quali sarà sempre più veloce e violento con fenomeni sempre più devastanti. E poi servono politiche di adattamento del territorio, per imparare quali opere possano limitare e attutire le conseguenze di un cambiamento con il quale occorre fare i conti, e di prevenzione implementando i piani di protezione civile per mettere in sicurezza la vita delle persone». Azioni che necessitano di ingenti risorse: «Il cambiamento climatico c’è, è forte e dipende dalle attività umane - ha aggiunto il parlamentare - e siamo gli unici che possiamo provare a contrastarne gli effetti. Ma dobbiamo porci il problema della prevenzione, altrimenti ci troveremo sempre a fare i conti con fenomeni come questi e con la ricerca di risorse sempre più ingenti per riparare quello che è accaduto, incapaci di prevenirlo e attutire gli effetti. Lo Stato può intervenire facendo delle scelte - ha rimarcato il segretario nazionale di Si-Avs - le risorse stanziate sono del tutto insufficienti e riteniamo sia del tutto irragionevole, in un Paese così fragile come il nostro, buttare 14 miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto, di fronte ad una Sicilia con viabilità e infrastrutture insufficienti. Occorre rovesciare l’ordine delle priorità».


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