Forza d’Agrò, Ministero e Corte dei conti sollevano dubbi sul Piano di riequilibrio
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
63 Lettori unici
L'ente ha approvato il Piano un anno fa
Ad un anno dalla sua approvazione arrivano i primi verdetti sul Piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Forza d’Agrò, adottato dal Consiglio comunale il 4 gennaio 2025 per ripianare fino al 2042 il disavanzo da 1.643.850 euro emerso dal bilancio consuntivo 2022. Ministero dell’Interno e Corte dei conti, infatti, hanno rilevato alcune criticità sul predissesto, chiedendo al Comune di fornire ulteriori spiegazioni. La Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (Cosfel) ha ritenuto che «il Piano appare non in linea con i contenuti richiesti dalle alcune disposizioni normative di riferimento e con le indicazioni contenute nelle Linee guida elaborate dalla Corte dei Conti» e che «non risultano forniti elementi significativi riguardo alla corretta quantificazione dei vincoli e degli accantonamenti nel risultato di amministrazione, con particolare riferimento al Fcde e Fondo rischi». In dettaglio «la massa passiva è determinata solo con riferimento al disavanzo di amministrazione 2022 (contenente anche la quota di rientro del disavanzo da Fcde che dovrebbe essere scorporata) e non risultano inseriti debiti fuori bilancio, benché nel piano risultino trattati anche se in maniera poco definita»; inoltre per la Cosfel «il risanamento programmato dall’ente nel periodo 2023-2042, per una quota pressoché costante di circa 100.000 euro annui, si basa su un ventaglio di misure e azioni che fanno leva sia sulle entrate, sia sulle spese, ma le misure appaiono genericamente individuate e non risultano accompagnate da atti di programmazione già adottati», per cui «è necessario un monitoraggio costante sull’avvio e sull’efficacia delle misure programmate rispetto ai risultati conseguiti, con particolare riferimento agli incrementi previsti sul gettito delle entrate tributarie, patrimoniali e recupero evasione tributaria». Le richieste della Corte dei conti
Parecchi i chiarimenti chiesti dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Eccone alcuni. Con riferimento al Fondo crediti di dubbia esigibilità registrato a consuntivo della gestione, il Comune deve confermare o meno se, ai fini della sua determinazione negli esercizi 2023 e 2024, abbia fatto ricorso alla facoltà di utilizzare i dati della riscossione del 2019 al posto di quelli degli esercizi 2020 e 2021; fornire un dettagliato prospetto di calcolo del fondo negli anni 2023 e 2024, con indicazione dello sviluppo delle percentuali di riscossione nel quinquennio dei singoli cespiti di entrata; relazionare, in maniera analitica, sul merito delle valutazioni effettuate dall’Ente circa i crediti di dubbia esigibilità diversi da quelli compresi nell’elencazione tipizzata dall’ordinamento, per i quali sussiste una presunzione di certezza della riscossione; comunicare lo stato delle procedure di riconoscimento e pagamento dei debiti fuori bilancio, pari a 261.635 euro; trasmettere le attestazioni dei responsabili di servizio sull’esistenza o meno di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31 dicembre 2024 e analoga attestazione aggiornata al 2025; per l’ipotesi di debiti fuori bilancio formatisi dopo l’approvazione del Piano di riequilibrio, riconosciuti o ancora da riconoscere, indicarne l’ammontare e le modalità di copertura prevista; in relazione al contenzioso passivo fornire chiarimenti circa due cause pendenti al giudice del lavoro in ordine alle quali è stato indicato un valore indeterminato e un accantonamento pari a zero; in relazione alla capacità di riscossione delle entrate da recupero evasione tributaria negli esercizi dal 2022 al 2024, indicare gli importi dell’accertamento e della riscossione. La Corte ha quindi disposto che il Comune depositi entro 40 giorni i chiarimenti, i prospetti e i documenti indicati ai fini della decisione sull’accoglimento o sul diniego del Piano di riequilibrio: in caso di mancata ottemperanza, la valutazione sarà svolta allo stato degli atti e se dovesse arrivare una bocciatura il Comune dovrà dichiarare il dissesto.













