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Forza d'Agrò, la prefetta sospende il sindaco e i due consiglieri dopo le misure cautelari
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La prefetta Cosima Di Stani
Arrivano i provvedimenti della Prefettura dopo l’operazione false residenze a Forza d’Agrò, che ha portato agli arresti domiciliari il sindaco Bruno Miliadò, il capogruppo consiliare di maggioranza Emanuele Di Cara, l’ispettrice capo della Polizia locale Carmela Bartolone e l'ausiliario del traffico Carmelo La Rocca, mentre al consigliere di maggioranza Pippo Bondì è stato applicato il divieto di dimora a Forza d’Agrò. Nei confronti dei tre amministratori, accusati di associazione a delinquere finalizzata al compimento di false attestazioni di residenza, è scattata oggi stesso l’applicazione del Decreto Legislativo 235/2012 (Legge Severino), che all’articolo 11 comma 2 prevede la sospensione di diritto dalle cariche quando è disposta l'applicazione di misure coercitive come gli arresti e anche il divieto di dimora, quando riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale. La prefetta Cosima Di Stani ha dunque sospeso per 18 mesi il sindaco Miliadò e i consiglieri Di Cara e Bondì e a reggere l’Amministrazione comunale sarà adesso la vicesindaca Cristina Santoro. L’atto è stato inviato al Comune di Forza d’Agrò per l’esecuzione. La sospensione cesserà nel caso in cui venga meno l'efficacia delle misure coercitive applicate e nel periodo di sospensione i soggetti sospesi non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata. In Consiglio comunale, dunque, il gruppo di maggioranza rimane formato da quattro consiglieri, Piero Bartolone, Giorgio Chillemi, Antonio Di Cara e Maria Domenica Casablanca, che salgono a cinque con il presidente Carmelo Lombardo. In minoranza sono invece in carica tre consiglieri.



















