Forza d’Agrò, Comune condannato per i lavori nelle discariche: ora si andrà in appello
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Lavori finanziati nel 2012 (foto archivio)
Si andrà in appello nel contenzioso tra il Comune di Forza d’Agrò e l’impresa “Effe Costruzioni Srl” di Santa Teresa di Riva, legato alla realizzazione dei lavori di emergenza nelle discariche rifiuti nelle contrade Santo Leo e Vetrano, appaltati nel 2012 per l'importo di 376.273 euro, a valere su un finanziamento da 699.527 euro assegnato nel 2012 dalla Regione. In primo grado il Tribunale di Messina ha riconosciuto alla ditta un risarcimento di 105.453 euro, ma l’Amministrazione comunale ha deciso di far valere le proprie ragioni e proporre appello e ha rinnovato l’incarico all’avvocato Antonino Cappadona, nominato nel 2016 all’avvio del contenzioso, stanziando 8.478 euro per il secondo grado. I lavori, consegnati nel luglio 2013, si sarebbero dovuti concludere a dicembre dello stesso anno, ma vennero sospesi per quasi due anni per la redazione di una perizia di variante, in quanto il Comune non aveva la disponibilità delle aree sottoposte a procedure di perfezionamento delle pratiche espropriative. Così gli interventi ripresero solo a novembre 2015 e la ditta “Effe Costruzioni” li completò in un mese, ma chiese un risarcimento da 157.092 euro per i danni da ingiustificata sospensione di oltre 600 giorni dei lavori appaltati. Richiesta rigettata dalla direzione lavori. Così si è rivolta al Tribunale, difesa dall’avvocato Germana Villirillo. La giudice Maria Militello ha accolto parzialmente la richiesta e riconosciuto all’impresa la somma di 77.739 euro per spese generali infruttifere sostenute, oltre rivalutazione monetaria e interessi dalla sospensione (13 dicembre 2013) all’attualità, per complessivi 105.453 euro, comprensivi di 16.558 euro di rivalutazione monetaria e 11.156 euro di interessi. Per il Tribunale «la sospensione non può che essere imputata a responsabilità della stazione appaltante - si legge nella sentenza - che avrebbe dovuto previamente attivare le legittime procedure volte ad ottenere la disponibilità dei terreni sui quali realizzare l’opera pubblica». Rigettate, invece, la domanda di rimborso del vincolo passivo sui macchinari e attrezzature, dal momento che non risulta agli atti la prova della presenza di macchinari e attrezzature in cantiere, e le richieste di lucro cessante, del mantenimento passivo di assicurazioni e fideiussioni e degli interessi da ritardo sui materiali approvvigionati, visto che la ditta non he dimostrato la fondatezza e l’ammontare.













