Ferrovia, salvare la linea storica o dismetterla? Ecco cosa ne pensano i cittadini
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Da Scaletta a Letojanni: soppressione o salvataggio?
Mantenere l’attuale linea ferroviaria oppure smantellare i binari e costruire una greenway ciclabile o pedonale o un lungomare? In questi giorni si è aperto il dibattito, dopo che la Regione ha approvato una delibera di indirizzo per una variante al progetto del raddoppio ferroviario, con la quale sono state apprezzate le soluzioni proposte dall’Assessorato per le Infrastrutture e la mobilità tra le quali la realizzazione del collegamento tra la linea ferroviaria nazionale e quella turistica Alcantara-Randazzo alla stazione di Alcantara con il mantenimento in esercizio dell'attuale tracciato Fiumefreddo-Giampilieri e la trasformazione delle attuali stazioni di Fiumefreddo e Giampilieri in stazioni di bivio. Il progetto prevedeva sin da principio lo smantellamento dell’attuale linea ferrata e se le Amministrazioni comunali di Itala e Scaletta hanno sempre manifestato l’intenzione di ricavare sull’attuale rilevato un lungomare, le altre hanno idee diverse, tra percorso ciclabile-pedonale, strada alternativa e parcheggi, tanto che finora non è stato raggiunto un accordo unanime. Ma cosa ne pensano i cittadini? Abbiamo raccolto alcuni commenti di questi giorni. «Da conoscitore della tratta in questione in quanto ex macchinista delle ferrovie - scrive Orazio - ricordo che la linea è stata attrezzata con le ultime tecnologie ferroviarie, dirigente centrale operativo e quindi controllata da Palermo senza personale nelle stazioni, il tracciato è stato rifatto con traversine in cemento e palificazione elettrica tipo alta velocità, la Regione ha acquistato treni regionali di ultima generazione e tutto questo comporta che a costo zero avremmo una metropolitana da Taormina a Messina con il servizio di tre macchinisti h24. Tra i benefici meno inquinamento, meno traffico veicolare sulla Statale 114 e ogni 20 minuti ci sarebbe una corsa in quanto il trenino si incrocia con sé stesso. Tutto ciò mantenendo la comunicazione di tutti i paesini costieri, da non sottovalutare». Per Marco «altrove la gente prega di avere una linea metropolitana che collega il tessuto urbano delle diverse città (lavoratori, studenti, turisti, pensionati che in 5 minuti raggiungono scuole, posti di lavoro, negozi, attrazioni turistiche), mentre nella riviera jonica dal Dopoguerra a oggi si è sempre data priorità all'auto che all’uomo e gli amministratori anziché incentivare il trasporto pubblico e favorire la diminuzione del traffico cercano di nascondere la polvere sotto al tappeto e buttare un po' di fumo in faccia alla popolazione con la scusa di viabilità alternative e piste ciclabili. Cosa lasceremo alle prossime generazioni? Una terra morta, piena di strade e auto, ma morta! Nessuno si senta additato, ma certe scelte e valutazioni le farei fare a dei tecnici. Ogni comune pensa al proprio orticello ma il mondo va avanti e la Sicilia rimane sempre indietro». Secondo Ketty «la metroferrotranvia deve continuare da Giampilieri fino a Taormina, la mobilità è un diritto e bisogna combattere per ottenere ulteriori servizi, non per eliminare quelli che già esistono». Secondo Claudio «chi non vive sul territorio non può mai comprendere i disagi che i cittadini del posto devono affrontare. Se il 1° ottobre del 2009 non ci fosse stato il vecchio tracciato ferroviario ma un tracciato stradale, sicuramente il soccorso sarebbe stato più tempestivo. Per chi non ha buona memoria, ricordo che gli abitanti di Itala e di Scaletta erano chiusi in una morsa tra i due capi: Strada statale 114 interdetta alla circolazione a causa di una frana al capo Scaletta e di una frana al capo Alì e tratto autostradale chiuso da Roccalumera a Tremestieri. Quel 1° ottobre, i soccorsi alla popolazione sono stati prestati via mare». «Si deve trovare una soluzione per Scaletta e Itala che non può essere il sacrificio di un'importante infrastruttura per gli altri paesi della riviera - suggerisce Dario - la linea ferroviaria storica deve rimanere per mantenere la capillarità del trasporto pubblico sul territorio. Il sedime ferroviario mal si presta ad essere convertito a carreggiata stradale, al massimo potrebbe diventare una romantica pista ciclabile che non è però la priorità per la mobilità del territorio. Poi, servirebbe un esame di coscienza della collettività per capire se tutti gli spostamenti necessitano sempre dell'automobile come succede adesso con intasamento delle strade». A parere di Sebastiano «coloro che propongono purtroppo non sono pendolari e non capiscono che avete il treno nel centro del paese è un valore aggiunto. Le piste ciclabili vanno manutenzionate e non credo siano il futuro della riviera jonica». Secondo Luigi «si potrebbe mantenere la vecchia linea ferroviaria tra Alcantara e Letojanni, realizzando in questo modo una metropolitana di superficie che possa servire l'intero comprensorio (se si realizzasse una fermata pure a Isola Bella, si potrebbe anche decongestionare la Statale 114 e fare un collegamento diretto con il centro grazie alla funivia di Mazzarò). Da Letojanni, fino a Giampilieri, invece, si potrebbe realizzare un percorso ciclopedonale». L’idea di Giovanni è che «l’attuale linea ferroviaria va mantenuta per sempre perché è fondamentale per il trasporto pubblico metropolitano perché passa attraverso i paesi, aumentando il numero delle fermate per renderla più fruibile a tutti. Si evitano così tanti bus e tante macchine, caos ed intralci alla circolazione e minore inquinamento». Dello stesso parere Vincenzo: «La vecchia linea ferroviaria dovrebbe rimanere per molteplici motivi, prolungare il servizio metropolitano da Messina a Taormina che adesso finisce a Giampilieri, avere una migliore capillarità dei mezzi pubblici che servono tutti quei paesi della provincia di Messina che rimarrebbero isolati, treni che arrivano a ridosso della costa permettendo a turisti e cittadini la possibilità di andare al mare utilizzando i mezzi pubblici, una alternativa al nuovo tracciato o viceversa in caso di inconvenienti, eseguire quelle migliorie significative alla linea esistente che adesso non si possono fare perché comporterebbe la chiusura». Stefano si pone interrogativi: «Ma un pendolare, uno studente che deve andare alle superiori a Giarre con il treno, che via crucis dovrà fare per arrivarci in tempi ragionevoli? Prende il treno a Letojanni, arriva a Fiumefreddo o dove ci sarà lo snodo per poi aspettare la coincidenza per saltare sul treno che viaggia sul nuovo tratto ferroviario per arrivare a Giarre, ammesso che sia prevista la sosta in questo comune? Per me sta tratta sta diventando un rebus».










