Ferragosto: "No al mare privilegio per pochi: a Taormina e Giardini Naxos rincari del 16%"
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
126 Lettori unici
Prezzi aumentati in media ovunque
Ferragosto rappresenta, per migliaia di siciliani e turisti, la giornata simbolo dell’estate. Eppure, proprio nei giorni di maggiore affluenza, il diritto di vivere il mare rischia di trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permettersi i costi di uno stabilimento privato, a chi riesce a trovare un tratto di spiaggia libera effettivamente fruibile o a chi non incontra barriere fisiche lungo il percorso verso la battigia. È quanto sostiene il Codacons Sicilia. Il problema non riguarda soltanto il prezzo di un ombrellone, ma anche la quantità e la qualità delle spiagge libere, la possibilità di raggiungere gratuitamente il mare, la presenza di servizi essenziali e, soprattutto, il diritto delle persone con disabilità a non dover dipendere dalla buona volontà di un gestore o dalla disponibilità occasionale di un volontario per poter fare un bagno. I numeri evidenziano il problema. Nel 2026, secondo un’indagine nazionale condotta su 222 stabilimenti balneari, i prezzi sono aumentati mediamente del 6% rispetto al 2025 e del 24% nell’arco di cinque anni. A Taormina-Giardini Naxos il rincaro rilevato ha raggiunto il 16%, il più elevato tra le località monitorate. «La Sicilia resta complessivamente una destinazione con situazioni molto diversificate sul piano dei prezzi, ma il dato sui rincari non può essere sottovalutato – afferma l’avvocato Bruno Messina, vicepresidente Codacons Sicilia – perché quando aumentano le tariffe e l’alternativa rappresentata dalla spiaggia libera non garantisce condizioni adeguate di accessibilità e fruizione, per molte famiglie la libertà di scelta rischia di diventare soltanto teorica» Il mare non è un bene di lusso e la concessione demaniale non trasforma la spiaggia in una proprietà privata – prosegue Messina – la possibilità di scegliere un lido può garantire maggiori comodità, ma non può diventare la condizione necessaria per raggiungere l’acqua, trovare servizi accessibili o consentire a una persona in carrozzina di fare il bagno. La normativa impone infatti ai titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per raggiungere la battigia antistante l’area in concessione, anche ai fini della balneazione. Ciò significa che non può essere richiesto il pagamento di un biglietto a chi intende esclusivamente attraversare l’area in concessione per raggiungere la battigia. Inoltre, l’articolo 23, comma 3, della legge n. 104 del 1992 subordina le concessioni demaniali per gli impianti di balneazione e i relativi rinnovi alla visitabilità degli impianti e all’effettiva possibilità di accesso al mare delle persone con disabilità. Ma tra accesso formale e piena fruizione esiste una differenza decisiva. «Una spiaggia realmente inclusiva – sottolinea Messina – dovrebbe offrire almeno un percorso continuo e stabile verso la battigia, una sedia Job o altro ausilio idoneo all’ingresso in acqua, servizi igienici e docce o spogliatoi accessibili, una postazione ombreggiata adeguata, personale formato per l’assistenza e parcheggi riservati nelle vicinanze dell’ingresso. Nel 2026 la Regione Siciliana ha previsto specifiche risorse per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Sono stati destinati fondi ai Comuni che hanno adottato il Piano di utilizzo del demanio marittimo per implementare servizi e strutture nelle spiagge libere destinate alle persone con disabilità. Altri due milioni di euro sono stati assegnati a 41 Comuni costieri con popolazione fino a cinquemila abitanti per realizzare accessi al mare e spiagge libere fruibili dalle persone con disabilità. A questi interventi si aggiungono risorse regionali destinate alla valorizzazione e al miglioramento dei servizi nelle spiagge libere attrezzate. Si tratta di interventi importanti. Occorre però verificare ciò che il cittadino trova concretamente una volta arrivato in spiaggia: passerelle integre e realmente utilizzabili, servizi aperti, personale presente, attrezzature funzionanti e informazioni chiare. Per questo il Codacons chiede la realizzazione di una mappa regionale unica, ufficiale e costantemente aggiornata, con l’indicazione analitica dei servizi disponibili, degli orari, dell’eventuale gratuità, delle modalità di prenotazione, dei recapiti e dello stato di effettiva operatività delle strutture. L’associazione chiede inoltre l’adozione di uno standard minimo uniforme per definire una spiaggia realmente accessibile, evitando che la sola presenza di una passerella sia sufficiente a qualificare come accessibile un tratto di costa, e l’obiettivo di garantire almeno una spiaggia libera completamente attrezzata in ogni Comune costiero, con ausili per la balneazione, bagni, docce o spogliatoi accessibili, zone d’ombra, parcheggi riservati e personale adeguatamente formato. «Ferragosto deve essere una festa per tutti, non la fotografia delle diseguaglianze - conclude Messina - il mare siciliano è patrimonio collettivo e garantire un accesso gratuito, dignitoso e realmente inclusivo non è un gesto di cortesia né una concessione, ma un dovere delle istituzioni e un diritto dei cittadini».













