Giovedì 05 Febbraio 2026
Intervista al sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, dopo la devastazione del ciclone


"Feriti ma ci rialzeremo anche questa volta: ora servono risposte concrete per ripartire"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il sindaco Costa sul lungomare crollato

La strada spezzata in più parti, la fogna che sfocia a mare, ristoranti e lidi devastati, alcune palazzine inagibili, cittadini sfollati, sottoservizi distrutti, il campo da calcio appena ristrutturato ma inagibile perchè danneggiato. Percorrendo il lungomare di Letojanni sembra di essere su un terreno di guerra, con interi tratti spariti perchè inghiottiti dal mare e un silenzio assordante nelle aree interdette da due settimane. Da un paio di giorni le ruspe sono al lavoro nella zona nord del paese per posare scogli a protezione delle abitazioni esposte ai marosi e cercare di ripristinare il collettore fognario che sversa sulla spiaggia e non più nel depuratore. «Ma anche questa volta ci risolleveremo - dice il sindaco Alessandro Costa - e ripartiremo».

Lei è in carica dal 2012 e ha affrontato il crollo della collina sull’A18 nel 2015, l’alluvione nel 2016 e adesso il ciclone: qual è stato il momento più difficile?
«Sono stati tutti momenti difficili ma li ho affrontati sempre con estrema tranquillità. Certo, in alcuni casi sono stato lasciato solo come sindaco, non in questa occasione, ma con l’aiuto dei miei concittadini e degli amministratori comunali sono riuscito a venirne fuori e così sarà anche adesso. Sono momenti veramente complessi, che mettono a dura prova»

Si aspettava danni così ingenti dalla mareggiata?
«Sicuramente no, il muro a protezione del nostro lungomare ha sempre tenuto. Non ci aspettavamo un ciclone così devastante e di conseguenza i danni che ha provocato» 

Come state affrontando le prime emergenze?
«Abbiamo ripulito quasi tutto il lungomare e metà è fruibile. Abbiamo emanato ordinanze di somma urgenza per partire con i lavori perchè abbiamo gravi problemi con la condotta fognaria, stiamo operando con il Consorzio Rete Fognante per ripristinare i 400 metri distrutti e come Comune per mettere in sicurezza le abitazioni vulnerabili alle intemperie, perchè senza muro di protezione sono esposte ai marosi. Abbiamo stimato danni per un totale di 30 milioni di euro compresi quelli ai privati, abbiamo circa 25 persone sfollate che hanno trovato sistemazione in abitazioni di familiari e un’anziana che vive da sola è stata trasferita in una casa di riposo perchè la sua abitazione è inagibile».

Teme di più che i fondi possano essere insufficienti o i tempi della burocrazia troppo lunghi?
«Prendo per buono quello che ci è stato detto in maniera perentoria, ossia che i soldi ci sono. Viste le esperienze passate mi preoccupa di più la burocrazia, anche nell’Ordinanza della Protezione civile, al di là di uno snellimento delle procedure, non vedo quella velocità che in questi casi è elemento essenziale per poter dare un minimo di risposte ai cittadini».

A Letojanni sono giunti anche il presidente della Regione Schifani, il presidente del Senato La Russa e il vicepremier Salvini: ha fiducia nelle loro rassicurazioni?
«Ci ha fatto piacere che si siano resi conti di presenza della situazione, erano provati da quello che hanno visto. Questo ci fan ben sperare per il futuro sopratutto per accelerare le procedure per ripristinare tutto. Do per scontato che le risorse, in un modo o nell’altro, ci saranno».

Qui si vive soprattutto di turismo: la stagione estiva è compromessa?
«No, non credo che possiamo parlare di stagione compromessa e non abbiamo riscontri che ci siano preoccupazioni degli operatori. Ma sta a noi agire, la stagione inizierà a breve e dobbiamo dare segnali concreti, ma a mio avviso andrà bene».

Il problema dell’erosione è stato forse sottovalutato?
«Non direi, anche noi ne siamo soggetti e lo abbiamo tenuto in considerazione, abbiamo fatto degli interventi negli anni passati ma oggettivamente i risultati sono stati scadenti. Abbiamo in itinere un progetto portato avanti dalla Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico per circa 6 milioni di euro per proteggere la zona centrale del paese e in questi giorni stiamo pianificando con il Comune di Taormina un intervento importante per entrambi i comuni. L’unica soluzione è una progettazione unica per difendere tutta la costa».


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