Lunedì 31 Agosto 2026
Condizioni del paese notevolmente peggiorate e villeggianti e imprenditori scoraggiati


Estate da dimenticare a Sant'Alessio: degrado e incuria dal mare alla collina - FOTO

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

405 Lettori unici

Alcune immagini del degrado del paese

La gioia di trascorrere la vacanze con amici e conoscenti si è scontrata con la tristezza di notare ovunque incuria e degrado. È stata un’estate da dimenticare a Sant’Alessio Siculo, soprattutto per i villeggianti, che hanno visto le condizioni del paese notevolmente peggiorate. La cittadina del Capo non ha subìto la distruzione provocata in altri comuni dal ciclone Harry, ma non è riuscita a garantire neanche le condizioni minime di vivibilità per una località turistica che possa dirsi degna di questo nome. Dal lungomare alle zone più a monte, passando per la Statale 114, la trascuratezza l’ha fatta da padrona su tutto il territorio. La litoranea, dove un tratto di marciapiede è stato rinnovato negli ultimi anni, è stata abbellita quest’anno con la posa di 55 palme Washingtonia (intervento dal costo di 73.200 euro) ma ciò non è bastato a coprire la noncuranza di tutti gli altri spazi. Eppure per la sistemazione e la cura del verde sulla litoranea il Comune ha speso altri 29.700 euro, ma le aiuole sono rimaste stracolme di erbacce, piante morte, arbusti secchi e detriti. Per la sistemazione della ringhiera-parapetto che si affaccia sulla spiaggia sono stati spesi 16.995 euro, ma i lavori sono stati effettuati solo parzialmente e restano tratti privi di sbarre, con il rischio che i più piccoli precipitino in spiaggia, così come la sistemazione dei marmi sulle aiuole lato monte del lungomare (costo 7.290 euro) è stata effettuata solo in parte e laddove mancano le lastre si è pensato bene di tinteggiare il muro di rosso, lasciando "immaginare” la presenza del marmo. Rimasti a metà anche alcuni interventi avviati dopo il ciclone, come ad esempio il ripristino del marciapiede all’estremità lato nord del lungomare: l’intervento in somma urgenza eseguito dal Genio civile non prevedeva la posa della pavimentazione ma il Comune non è stato capace di programmare un affidamento con fondi propri per ultimare i lavori e restituire alla collettività il marciapiede completo. Ritardi anche nelle procedure per rifare il marciapiede del lungomare tra via Antonio Musumeci e via Domenico Costa e così per evitare di aprire il cantiere in piena estate, gli amministratori hanno chiesto all’impresa affidataria di stendere provvisoriamente uno strato di cemento per procedere poi alla demolizione nelle prossime settimane.

Una delle note dolenti è la pulizia: la pavimentazione in monostrato vulcanico bianco del marciapiede, seppur antiscivolo, trattiene lo sporco e in molti tratti (soprattuto in corrispondenza di panchine e locali) lo spettacolo quotidiano è indecoroso, con sporcizia e macchie che permangono per settimane, se non mesi. Il Comune, infatti, non è in grado di garantire un servizio di lavaggio costante dei marciapiedi e dell’arredo urbano e il risultato sono incrostazioni che vanno via solo in caso di… pioggia. Lo spazzamento (anche meccanico) e il lavaggio delle strade, così come la scerbatura, sono attività che rientrano nell’appalto per la raccolta rifiuti e l’igiene ambientale, ma l’Amministrazione comunale non riesce a farle eseguire: «Interveniamo quotidianamente nei confronti della ditta, anche con contestazioni formali - ha detto il sindaco Domenico Aliberti nell’ultima seduta di Consiglio comunale - nonostante ciò, permangono numerose difficoltà, riconducibili anche alla formulazione generica del contratto di appalto. Mi sono recato due volte in Prefettura per rappresentare le criticità riscontrate, ottenendo miglioramenti soltanto temporanei e di breve durata». Il costo del servizio rifiuti, secondo l'ultimo Piano economico-finanziario approvato nei giorni scorsi con i voti della maggioranza e l’astensione della minoranza, ammonta per il 2026 a 830.000 euro ma i risultati restano notevolmente al di sotto delle aspettative e i cumuli di immondizia campeggiano settimanalmente in vari punti del paese, senza contare le minidiscariche come quella presente da mesi sulla Strada provinciale 12 che conduce a Scifì. L’inciviltà di molti utenti che non rispettano le regole sul conferimento dei rifiuti, l’assenza di controlli serrati su tutte le utenze con l’ausilio di ispettori ambientali e i rapporti difficili con il gestore del servizio portano ad una situazione che continua a peggiorare ogni estate. Uno stato del paese che scoraggia sia i villeggianti a continuare a tornare, anche coloro che hanno la seconda casa da decenni, che gli imprenditori a continuare a rimanere ed investire.



COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.