Venerdì 30 Ottobre 2026
Circa 40 milioni spesi in 30 anni ma si torna quasi al punto di partenza. I prossimi passi


Erosione, Sant’Alessio è senza spiaggia e il mare avanza: obiettivo tre ripascimenti

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Lo stato attuale della costa

Che la battaglia contro l’erosione costiera sarebbe stata lunga e difficile era stato messo in conto sin dall’inizio. Ma forse non si immaginava che trent’anni dopo si sarebbe corso il rischio di tornare al punto di partenza. A Sant’Alessio Siculo le opere di salvaguardia della costa e dell’abitato, iniziate nel lontano 1997 dopo le prime mareggiate che risucchiarono la spiaggia e distrussero il lungomare, non bastano ancora a garantire la sicurezza della popolazione. A metà 2025 si sono conclusi i lavori del secondo stralcio di completamento del terzo lotto, finanziati nel 2020 dalla Regione con 13 milioni di euro di fondi Poc inseriti nel Patto per il Sud, con la rifioritura (potenziamento) della barriera soffolta, il completamento nelle parti dove non era stata realizzata e la costruzione della scogliera radente in scogli cementati lato Capo Sant’Alessio. Il passo successivo sarebbe stato il ripascimento artificiale con 520.000 metri cubi di terra ricavata dallo scavo della galleria Taormina della nuova linea a doppio binario Giampilieri-Fiumefreddo, un intervento concordato vent’anni fa in sede di progettazione del raddoppio ferroviario, per ricostruire una spiaggia degna di tale nome. Ma di recente Rete Ferroviaria Italiana si è tirata indietro, sostenendo di non poter realizzare l’opera perchè per lo scavo meccanizzato del tunnel con la talpa vengono utilizzati additivi che contaminerebbero la sabbia, mettendo comunque a disposizione il progetto approvato «nell’ottica di massima collaborazione istituzionale e data la rilevanza dell'intervento di ripascimento ed i potenziali benefici attesi per il territorio - ha evidenziato - in previsione di una potenziale futura diversa individuazione del materiale occorrente». Ma le parole servono a poco. In mezzo è arrivato il ciclone Harry, che ha divorato quel poco di arenile rimasto danneggiando anche la scogliera soffolta nella zona nord del paese. Prima dell’estate il Comune è riuscito a riversare in mare circa 25.000 metri cubi di sabbia prelevata dal torrente Agrò, impegnando 181.000 euro di fondi propri, per cercare di far trovare ai bagnanti una striscia di sabbia lungo tutta la costa. Ma non basta e oggi il centro abitato è ancora esposto alle mareggiate. Cosa fare, dunque, per affrontare un problema che ha impegnato finora sei amministrazioni comunali? 

«Abbiamo innanzitutto programmato e progettato un intervento urgente di ripascimento dell’arenile con i sedimenti sovralluvionali dall’alveo del torrente Agrò - spiega il sindaco Domenico Aliberti, che ha deciso di presentare ricorso al Tar contro la decisione di Rfi - utilizzando 370.000 euro di fondi comunali per riversare un totale di 30.000 metri cubi». Un intervento autorizzato ieri dall’Autorità di Bacino, con il rilascio dell’autorizazione idraulica unica allo scopo di ricostituire una sezione di spiaggia stabile e funzionale, creare una barriera naturale dissipativa dell’energia ondosa, ridurre il rischio di ingressione marina verso il centro abitato e ripristinare il bilancio sedimentario costiero mediante utilizzo di risorse locali. Un quantitativo insufficiente per ricostruire la spiaggia e dunque si punta a realizzare altre azioni: «La sparizione dell’arenile è legata anche al ciclone Harry - prosegue Aliberti - la Regione ha classificato questo danno come rischio residuo e abbiamo chiesto di finanziare con alta priorità due interventi di ripascimento a valere sulle risorse dell’Ordinanza nazionale di Protezione civile n. 1180 del 30 gennaio scorso. Il primo per ricostruire l’arenile dalla zona Sena a via Musumeci, per una spesa totale di 1.800.000 euro, il secondo da via Musumeci a via Salice per 2.000.000 euro, utilizzando in entrambi i casi la sabbia prelevata dal torrente Agrò». Le interlocuzioni con la struttura commissariale guidata dall'ing. Duilio Alongi sono costanti e il Comune conta di ottenere le risorse per poter effettuare almeno uno dei due interventi previsti. Nel piano è stato inserito anche il ripristino della barriera soffolta danneggiata dalla mareggiata di gennaio, per una spesa prevista di 6.000.000 euro: in questo caso l’interlocuzione è aperta anche con la Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, che ha seguito fin qui gli interventi di salvaguardia del litorale alessese dall’erosione costiera. Una lotta contro il mare che impegnerà anche il prossimo governo cittadino (si andrà alle urne in primavera) e che costerà altri milioni di euro, in aggiunta ai quasi 40 milioni già sborsati in trent’anni. 

Come ricorda Legambiente, secondo uno studio del prof. Enrico Foti, rettore dell'Università di Catania, il valore economico della spiaggia è di 1.200 €/mq: tra il 1967 e il 1997, l’erosione ha divorato circa 95.000 mq di litorale alessese, dunque un danno da 114 milioni di euro. Dal 1997 ad oggi, la spiaggia è scomparsa e raddoppiando la stima, si arriva alla cifra shock di 228 milioni di euro di patrimonio perduto. Sommando i costi delle difese alla perdita di suolo, si superano i 270 milioni di euro. Secondo Enzo Pranzini, docente di Dinamica e difesa dei litorali all'Università di Firenze, bisogna cambiare paradigma e pianificare e progettare, anche se è molto difficile, strategie che dovranno essere continuamente riadattate al contesto. Un problema anche sociale, perchè bisognerebbe trovare il modo di portare le popolazioni ad accettare soluzioni di adattamento e trasformazione delle strutture, con opere flessibili e riadattabili, fino alla delocalizzazione con piani di arretramento strategico, anche graduali. Ciò perchè i ripascimenti costieri non sono sufficienti, in quanto i sedimenti che vengono a mancare al sistema costiero dovrebbero essere compensati con 25 camion di sabbia per ogni metro di spiaggia, ossia con un ripascimento enorme che non basterebbe con l’aumento anche solo di un metro del livello del mare nel 2100. Una battaglia, dunque, che potrebbe essere infinita e dall’esito molto incerto.


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