Lunedì 14 Settembre 2026
Un iter lungo dodici anni: via con pennelli in scogli, barriere soffolte e ripascimento


Erosione costiera, a Santa Teresa è conto alla rovescia: ecco quando partono i lavori

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La scogliera provvisoria realizzata dopo il ciclone

Tre mesi per mettere in sicurezza le zone più vulnerabili, tre anni per completare l’intero intervento. A Santa Teresa di Riva sono pronti a partire i lavori di salvaguardia della costa dall’erosione provocata dal mare, progettati dal Comune sin dal 2014 e finanziati nel 2019 dalla Regione con 10,6 milioni di euro. Opere che avrebbero dovuto prendere il via prima del devastante ciclone Harry dello scorso gennaio, come ammesso il 20 febbraio dal presidente della Regione Renato Schifani in occasione della consegna del cantiere, e che probabilmente avrebbero evitato gli ingenti danni provocati al lungomare dalla mareggiata. Studi e analisi sono andati avanti per anni per individuare il modello migliore per proteggere il litorale santateresino e nel 2021 l’intervento è stato appaltato per 8,7 milioni di euro al “Consorzio Ciro Menotti” di Ravenna, che ha delegato le consorziate “Edilap” e “Cospin”. Un appalto gestito dalla Struttura commissariale per il contrasto al dissesto idrogeologico, guidata dal presidente Schifani e dal soggetto attuatore Sergio Tumminello. L’intervento interesserà un litorale lungo 3,3 chilometri, in gran parte classificato a rischio idrogeologico R3 ed R4, dove dal 1982 ad oggi la linea di costa ha avuto un arretramento progressivo di circa 35 metri. Il progetto prevede innanzitutto la realizzazione in mare di 14 pennelli in scogli lavici, con una parte emersa ortogonale alla spiaggia ad un livello di +1 metro sul livello del mare, un’unghia soffolta parallela alla battigia estesa sia a Nord che a Sud a quota -2 metri con raccordi alla parte emersa; 15 barriere soffolte in materiale sciolto, nei tratti compresi tra i pennelli, ad una profondità di 6,5 metri, con lunghezza variabile dai 70 ai 230 metri; infine il ripascimento artificiale della spiaggia con la sabbia prelevata dal torrente Savoca, per un volume complessivo di 253.490 metri cubi, di cui il 30% (76.047 mc) per le 15 barriere in materiale sciolto e il 70% (177.443 mc) per l’arenile, con l’obiettivo di tornare all’ampiezza perduta nel corso dei decenni. Dalla consegna del 20 febbraio le imprese esecutrici hanno utilizzato gli scogli per creare una barriera radente su tutto il lungomare, a protezione del muro esistente distrutto dal ciclone, e successivamente è stata realizzata una piarda di carico (foto sotto) alla foce del torrente Pagliara, tra Furci Siculo e Roccalumera, che verrà utilizzata per il carico dei massi lavici sul motopontone che li trasporterà via mare sulla battigia santateresina.

 

Motopontone il cui arrivo è previsto l’1 ottobre, anche per non interferire con la stagione balneare, per avviare la posa dei massi nei punti nevralgici, come la zona di via Del Gambero: la piattaforma riuscirà a posizionare circa 1.500 tonnellate al giorno, ma non è escluso possa essere affiancata da un’altra “gemella” per accelerare i lavori. L’obiettivo è arrivare a dicembre con i tratti di costa più esposti all’erosione già protetti dai pennelli. La direzione lavori è stata affidata al Genio civile di Messina, guidato dall'ing. Santi Trovato, e direttore dei lavori è l’arch. Massimo Potenzone, con direttori operativi i geometri Corrado Speziale e Giuseppe Presti, direttore operativo e coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione il geom. Antonino Chiofalo, collaboratore amministrativo a supporto della direzione lavori Marina Barletti. L’intera opera verrà realizza via mare, evitando così il transito dei mezzi pesanti sulla viabilità locale e in particolare sui lungomari: anche la sabbia verrà caricata sul motopontone alla foce del torrente Savoca e poi scaricata in cinque aree prestabilite lungo la linea di costa, da dove verrà caricata sui dumpers che la distribuiranno lungo l’arenile per il modellamento finale. Per la costruzione delle unghie soffolte dei pennelli verranno utilizzati anche i massi ormai giacenti sul fondale che un tempo costituivano le scogliere realizzate tra il 1977 e il 1978 nella zona di Bucalo, un intervento “artigianale” di protezione dall’erosione che però ha dato i suoi frutti. Adesso non si può più perdere tempo, dopo decenni in cui l’allarme lanciato già alla fine degli Anni ’80, con un pre-studio di somma urgenza per la difesa delle spiagge messinesi commissionato dalla Provincia regionale allo Studio Volta di Savona nel 1988, è stato ignorato dalla politica impegnata a progettare e realizzare interventi di imbrigliamento dei torrenti e strutture rigide sulla costa, che oggi presentano il conto. 


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