Dissesto e predissesto: Taormina promossa a pieni voti, a Giardini restano le criticità
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Taormina promosso a pieni voti, Giardini Naxos con qualche… insufficienza, visto che permangono persistenti criticità. È il giudizio della Corte dei conti sulle procedure di dissesto e predissesto affrontate dai due enti jonici, contenuto nella Relazione al Parlamento sui Comuni in situazione di crisi finanziaria, relativo ai casi del 2024 e del primo semestre del 2025. Per la città del Centauro viene evidenziato come il dissesto dichiarato nel 2021 abbia avuto «una durata particolarmente breve conclusa con l’adozione da parte dell’Osl del rendiconto di gestione ad ottobre 2024, dopo poco più di tre anni di attività» (1.180 giorni), con una massa passiva liquidata di 44.412.621 euro con oneri liquidatori di 716.962 euro. «L’ente aveva dichiarato il dissesto con deliberazione n. 6 del 22 luglio 2021 - ricorda la relazione - a seguito della bocciatura del Piano di riequilibrio da parte della Sezione regionale, avvenuta con deliberazione n. 88 del 25 maggio 2021. La storia del Comune di Taormina è caratterizzata da gravi criticità finanziarie, tra le quali spicca quella relativa ai debiti fuori bilancio. Il tentativo di risanamento si è protratto per circa un decennio, con l’attivazione ripetuta di procedure di riequilibrio che hanno prodotto la redazione di ben tre Piani, fino alla seconda bocciatura della Sezione regionale che ha determinato la dichiarazione di dissesto. Può essere considerato un caso paradigmatico - conclude la Corte dei conti - dei limiti della procedura introdotta nel 2012 che, quando la criticità è profonda, non riesce a produrre il risanamento del Comune» Giardini Naxos, procedura di riequilibrio chiusa ma…
Tra i comuni che nel 2024 hanno concluso la procedura di riequilibro viene citato Giardini Naxos, che tra l’altro ha al suo attivo anche un dissesto dichiarato il 21 luglio 1995, ma secondo i giudici contabili «permangono persistenti criticità». «Il Comune aveva attivato la procedura di riequilibrio nel 2013 con deliberazione n. 71 del 21 dicembre 2013 e approvato il Piano (2014-2023), senza accesso al Fondo rotativo, con delibera n. 14 del 17 aprile 2014 - viene ricordato nel documento - l’istruttoria ministeriale ha impiegato 738 giorni (due anni) e la Sezione regionale, dopo ulteriori 121 giorni, ha approvato il Piano, passato alla fase di gestione, con delibera n. 92 del 28 aprile 2016. La massa passiva ammontava a 9.645.818 euro di cui debiti fuori bilancio per 8.263.531 euro (causati in grande parte da sentenze esecutive); uno squilibrio notevole per un Comune con meno di 10.000 abitanti. La delibera n. 316 del 26 novembre 2024, di verifica finale, della Sezione regionale, è stata preceduta da sei deliberazioni, che hanno verificato il conseguimento degli obiettivi intermedi». Il Comune era stato oggetto di ripetute attenzioni della Sezione regionale che aveva rilevato, fin dal controllo sul rendiconto del 2011, molteplici criticità, rimaste pressoché immutate nel corso degli anni, fino all’attivazione della procedura di riequilibrio. Alla fine del processo la Sezione regionale rileva che «nel corso di tutto il periodo interessato dal piano di riequilibrio, l’ente ha mostrato capacità di rientro dall’esposizione debitoria che ha causato il ricorso al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale», e che, di conseguenza, sia «possibile affermare che sono stati raggiunti gli obiettivi di riequilibrio previsti dal piano approvato». Tuttavia, permangono «elementi di criticità, già segnalati nel corso delle verifiche semestrali, con riferimento in particolare all’evoluzione dei debiti fuori bilancio, del contenzioso passivo e di alcuni aspetti della gestione economico finanziaria dell’ente, come la non corretta determinazione del Fondo crediti dubbia esigibilità, il mancato accantonamento dell’utilizzo fondo anticipazioni di liquidità e la permanenza di difficoltà nella riscossione dei tributi e nel recupero dell’evasione». In conclusione «si può quindi affermare che, pur nell’ambito di un processo nel complesso ordinato e collaborativo, l’approccio cartolare non ha prodotto il risanamento strutturale necessario».













