Discoteca "Ipanema" a Taormina, arriva l'ordine di demolizione: contestati abusi e reati
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La parte dove sorge la discoteca
Al Tar di Catania si discuteva il ricorso contro i provvedimenti di chiusura e inibizione dell’attività di pubblico spettacolo; in municipio, invece, veniva firmata un’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi. È l’ultimo passaggio, solo in ordine di tempo, del caso “Ipanema”, la discoteca di Taormina mare chiusa dal Comune con provvedimenti adottati tra giugno e luglio contro i quali la società “Random Leisure Srl”, detentrice e utilizzatrice del locale, ha presentato più ricorsi amministrativi. Il 10 settembre si è tenuta l’udienza cautelare in camera di consiglio per il ricorso finalizzato a chiedere l’annullamento dell’ultimo provvedimento comunale del 31 luglio, mentre l’udienza pubblica del merito è fissata per il 17 dicembre. Ma è in municipio che stata assunta la decisione che segna il passo dell’intera vicenda. Il dirigente dell’Ufficio tecnico, l’ingegnere Vincenzo Barbagallo, ha infatti emanato un’ordinanza che impone entro 90 giorni la rimozione-demolizione di numerose opere ritenute abusive, con il ripristino dello stato dei luoghi risultanti dai titoli edilizi effettivamente validi. Un provvedimento che scaturisce dal sopralluogo di accertamento dello stato di fatto del 22 luglio, redatto dal responsabile dell’Area Tecnica accompagnato dall'ingegnere Giuseppe Grasso e dal comandante della Polizia locale Giuseppe Cacopardo, su delega di indagine della Procura della Repubblica di Messina. Numerose le violazioni accertate dal Comune, con la contestazione di reati in materia edilizia, sismica, paesaggistica, prevenzione incendi e sicurezza sui luoghi di lavoro. Se nell’area 1 (stabilimento balneare) sono state rilevate difformità parziali ed è stata ordinata la demolizione di sette parti, nell’area 2 (discoteca) le strutture vengono ritenute totalmente abusive e realizzate senza le necessarie autorizzazioni ed è stato imposto l’abbattimento di sette strutture. Per il Comune gli abusi sono rilevabili vista «la diversa utilizzazione dell’intero compendio con destinazione alberghiera, la trasformazione di porzione dell’unità immobiliare area 2 regolarmente assentita quale area a verde della struttura balneare a servizio alberghiero, in autonoma discoteca con gestione separata ed aperta al pubblico pagante con affollamento di 859 persone, attività da svolgere in tempi diversi rispetto al lido balneare e con delimitazione tra le due attività come previsto dal parere dei Vigili del Fuoco, configura il mutamento funzionale da struttura pertinenziale alberghiera ad attività di pubblico spettacolo commerciale, con conseguente aumento del “carico urbanistico” (traffico, rumore e parcheggi), non previste dal Piano regolatore generale, nonché la mancata rimozione delle strutture stagionali e l’assenza del parere preventivo del Consiglio comunale». Le contestazioni sono mosse nei confronti di cinque soggetti, le società “Vallarta Srl” quale proprietaria del compendio, “Random Leisure Srl” quale attuale detentrice e utilizzatrice delle aree funzionali all’attività di discoteca e somministrazione, “Brain Style Srl” quale gestore dello stabilimento balneare, Cacciola Carmelo quale soggetto che ha avuto in godimento l’attività di discoteca in forza della scrittura del 10 marzo 2022 e quale concedente il ramo di azienda alla Random e Cacciola Walter quale titolare della licenza di pubblico spettacolo. L’udienza al Tar di Catania si è conclusa con un rinvio al 17 dicembre, quando il ricorso verrà trattato nel merito insieme al primo depositato dalla “Random Leisure Srl”, considerato che si tratta di ricorsi connessi tra loro. I giudici hanno inoltre dato atto del deposito dell'ordinanza di demolizione numero 5 del 10 settembre e della conseguente necessità per la parte ricorrente di proporre ricorso per motivi aggiunti. Dunque si aprirà un nuoco scontro giudiziario.













