Difesa della costa di Santa Teresa, arriva la svolta attesa: ecco quando partono i lavori
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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Il ciclone ha peggiorato la situazione
Arriva una svolta per l’avvio delle opere di protezione della costa di Santa Teresa di Riva, divorata dall’erosione, previste da un progetto da 10 milioni di euro per lavori già appaltati nel 2021 all’impresa “Consorzio Ciro Menotti” di Ravenna. Questa mattina a Palermo, nella sede degli uffici della Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico guidata dal presidente Renato Schifani, si è tenuta una riunione per fare il punto sui lavori di messa in sicurezza del litorale e nel corso del briefing, che ha visto la partecipazione del soggetto attuatore Sergio Tumminello, del sindaco di Santa Teresa Riva Danilo Lo Giudice, del responsabile unico del progetto Francesco Pagano, del progettista Pietro Agnello e del dirigente della Struttura Giampiero Di Magro, è stata raggiunta un’intesa per accelerare l’avvio di un’opera che il maltempo delle scorse settimane ha reso ancora più urgente e indifferibile. «La sinergia tra gli uffici e lo spirito di collaborazione della Regione con i sindaci e con i tecnici – commenta il governatore Schifani – è la condizione essenziale per contrastare il dissesto idrogeologico e per intervenire con lavori e soluzioni adeguate, all’insegna della prevenzione e della razionalizzazione delle risorse. È stato questo sinora il nostro modus operandi, a salvaguardia della pubblica incolumità». «È stato fissato un cronoprogramma rigoroso - spiega Sergio Tumminello - che prevede la consegna delle integrazioni e delle modifiche ad alcuni elaborati di progetto che la Struttura ha richiesto ai tecnici. È un passaggio fondamentale che ci consentirà di chiudere la verifica finale del progetto il prossimo 12 febbraio e di procedere, quindi, alla consegna dei lavori il 19 di questo mese. Si protrae da oltre un anno, su preciso input del presidente Schifani, l’impegno della Struttura per questa importante opera che prevede la sistemazione del litorale. Decisivo il nostro contributo ad una progressiva velocizzazione delle procedure». Quello di Santa Teresa Riva, ricorda la Regione, è un intervento fondamentale, che restituisce la piena e sicura funzionalità ad un'arteria strategica per la viabilità dell’intero versante jonico, gravemente compromesso dalle mareggiate e dal maltempo dei giorni scorsi. L’importo dei lavori è di circa 8 milioni di euro per un intervento utile a mettere in sicurezza e a riqualificare il lungomare, attraverso la realizzazione di 14 pennelli in scogli lavici in mare, con una parte emersa ortogonale alla spiaggia ad un livello di + 1 metro sul livello del mare, un’unghia soffolta parallela alla battigia estesa sia a Nord che a Sud a quota - 2 metri sul livello del mare con dei raccordi alla parte emersa, il ripascimento con la sabbia del torrente Savoca per un volume complessivo di 253.490 metri cubi, di cui il 30% (76.047 mc) per 15 barriere in materiale sciolto e il 70% (177.443 mc) per la spiaggia esistente. «Sono rimasto appositamente a Palermo per partecipare all’incontro - aveva detto ieri sera il sindaco Lo Giudice - qui non c’è la percezione di quello che è successo a Santa Teresa di Riva e questo mi preoccupa, la situazione è complicata e le prossime mareggiate potrebbero portare via altre parti di lungomare. È una vicenda che va avanti da troppo tempo, non si può più aspettare, l’unica soluzione è consegnare i lavori - aveva ribadito il sindaco - se servono altri soldi, studi o approfondimenti poi si vedrà, la comunità non può vivere nel terrore che una mareggiata porti via tutto. Bisogna mettere subito i massi in mare, entro il mese di febbraio l’opera va consegnata, ogni giorno che passa è un problema, c’è una stagione invernale da affrontare e non possiamo rimanere in questo stato. Non accetto che ancora ci sia qualcuno che pensa si possa aspettare - aveva concluso - la difesa della costa è un’assoluta priorità. Basta indugiare, altrimenti passeremo ad azioni eclatanti. Se avessimo avuto i pennelli e il ripascimento, sicuramente non avremmo avuto 60 milioni di euro di danni, magari avremmo avuto difficoltà ma avremmo mitigato il rischio e diminuito il danno».













