De Luca e Lo Giudice travolti dalle onde: "Non danno il buon esempio" - VIDEO
di Redazione | oggi | ATTUALITÀ
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L'ondata che ha travolto i sindaci
Nonostante gli inviti alla popolazione a non uscire di casa e a non permanere sui lungomari, hanno “sfidato” il mare sostando in strada durante la violenta mareggiata. Protagonisti i sindaci di Taormina e Santa Teresa di Riva, Cateno De Luca e Danilo Lo Giudice, che nel primo pomeriggio di oggi sono stati colpiti dalle onde mentre si trovavano a Santa Teresa di Riva, sul marciapiede lato monte davanti piazza Municipio. De Luca si è recato nel comune dove è stato sindaco tra il 2012 e il 2017 per portare solidarietà al collega per i danni e il crollo del lungomare e stava illustrando in diretta Facebook la situazione, lamentando i ritardi nell’avvio dei lavori di salvaguardia della costa a causa della burocrazia regionale, quando è giunta una violenta onda che ha travolto entrambi e almeno un’altra persona che si trovava con loro, raggiungendo il centro della piazza. Un episodio che ha scatenato numerosi commenti e polemiche, visto che le autorità hanno invitato i cittadini sin dall’inizio del maltempo a rimanere in casa, a non avvicinarsi al mare e a non correre rischi. Il video dell’ondata è stato poi pubblicato da Cateno De Luca sul proprio profilo Facebook: «Non fate quello che abbiamo fatto noi! State lontani dai lungomari e dai torrenti - ha scritto il sindaco di Taormina - a Santa Teresa, qualche ora fa, siamo stati travolti da un’onda mentre con il sindaco Danilo Lo Giudice stavamo facendo vedere in diretta il disastro causato dal ciclone Harry». Sull’accaduto è intervenuto il Codacons giudicando l’episodio «non positivo e inopportuno, soprattutto in una fase caratterizzata da allerta meteo e da continui inviti alla prudenza rivolti ai cittadini. Esporsi volontariamente a situazioni di pericolo, per di più in diretta - evidenzia il Codacons - non rappresenta un buon esempio e rischia di trasmettere un messaggio sbagliato alla popolazione, favorendo comportamenti emulativi potenzialmente pericolosi». Il Codacons sottolinea come, in condizioni di emergenza, chi ricopre ruoli istituzionali abbia una responsabilità maggiore, dovendo mantenere comportamenti coerenti con le raccomandazioni diffuse alla cittadinanza. La comunicazione dell’emergenza deve avvenire in modo sobrio, responsabile e nel pieno rispetto delle regole di sicurezza, evitando qualsiasi forma di spettacolarizzazione del rischio. L’associazione auspica che, in futuro, in presenza di eventi meteorologici estremi, le istituzioni diano prova di maggiore prudenza e senso di responsabilità, limitandosi a informare i cittadini attraverso i canali ufficiali e mettendo sempre al primo posto la tutela dell’incolumità pubblica. In serata De Luca è tornato sul caso. «La diretta non è stata effettuata a ridosso del mare o in una zona interdetta, ma da una piazza, in un’area che fino a quel momento non era stata raggiunta dalle onde - ha replicato - Insieme al sindaco Lo Giudice ci trovavamo in piazza Municipio. L’onda che ci ha investiti è stata anomala e improvvisa e, nel momento in cui si è verificata, ci siamo immediatamente spostati verso la parte centrale della piazza. Non eravamo lì per curiosità o per spettacolarizzare l’emergenza, ma per svolgere un dovere istituzionale. Il sindaco, in quanto massima autorità di protezione civile sul territorio, ha il dovere di verificare personalmente lo stato dei luoghi e le condizioni reali di sicurezza, soprattutto nelle fasi di emergenza. Io sono un sindaco di trincea: ritengo che il mio ruolo non sia quello di commentare le emergenze da lontano, ma di stare sul territorio per documentare ciò che accade e segnalare le criticità. Dopo Taormina mi sono recato anche a Santa Teresa di Riva perché obiettivo della diretta era denunciare che quanto stava accadendo fosse un danno annunciato, conseguenza diretta delle opere di protezione costiera mai realizzate, pur essendo programmate e finanziate già dal 2017. Ho ribadito più volte che gli effetti della mareggiata avrebbero potuto essere significativamente contenuti se quegli interventi fossero stati eseguiti nei tempi previsti, evitando di esporre ancora oggi le comunità costiere a rischi noti e prevedibili. Nel 2017 quando ero sindaco è stato infatti ottenuto un finanziamento di oltre 10 milioni di euro per la realizzazione dei pennelli frangiflutti. A distanza di quasi dieci anni, quei lavori non sono ancora iniziati, bloccati da inerzie e procedure burocratiche regionali. Mi chiedo perché su questo aspetto non si registri la stessa attenzione da parte del Codacons e di altri commentatori. Invito il Codacons e chiunque intervenga nel dibattito pubblico a concentrare l’attenzione sulle opere mai avviate, sui ritardi accumulati e sulle responsabilità istituzionali che continuano a esporre le nostre comunità ai rischi delle mareggiate, piuttosto che su polemiche strumentali. Preannuncio di aver dato mandato ai miei legali di valutare ogni azione opportuna nei confronti di coloro che, su una tematica così delicata, hanno scelto la strada della diffamazione sui social, costruendo una falsa narrazione fondata su decontestualizzazioni evidenti e intenzionalmente fuorvianti».












