Venerdì 19 Giugno 2026
Fondi dal bando per immobili in disuso per il piano “Una marcia in più" da 6,7 milioni


Da edifici in disuso a Musei Tech: a Taormina 2,6 milioni da Roma per 5 ambiziosi progetti

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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L'ex Circolo del forestiero

«È un traguardo frutto di un lavoro di squadra e conferma che Taormina può essere laboratorio di innovazione e modello di sviluppo per l'intera Sicilia: adesso continueremo a lavorare con determinazione per attrarre risorse e trasformarle in opportunità concrete per il territorio e per le future generazioni». Grande soddisfazione a Palazzo dei Giurati per il risultato ottenuto dalla partecipazione al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la selezione di piani di sviluppo in aree dismesse o in disuso. L’Amministrazione comunale aveva presentato la proposta “Una marcia in più per Taormina”, dal costo totale di quasi 7 milioni di euro, che ha ottenuto 75 punti e si è piazzata al primo posto ex aequo con altri otto Comuni, ottenendo 2.590.827 euro, tra i 66 ammessi in tutta Italia per un totale di 209,4 milioni di euro. Un’idea che prevede un costo totale di 6.715.974 euro per cinque interventi da realizzare in città, di cui 2.590.827 euro da fondi statali (38,6%), 3.425.146 euro dal partenariato pubblico-privato denominato “Amuri” (51%) e 700.000 euro da fondi comunali (10,48%). Il progetto riguarda interventi di rifunzionalizzazione di vari edifici in disuso: la casa del custode alla villa comunale, con restauro conservativo della torretta D, da adibire a luogo di ristoro e caffè letterario a servizio di un giardino pubblico esperienziale (784.000 euro), l’immobile ex La Giara (1.451.725 euro) da destinare a Tech Academy del Cinema e delle Arti, l’ex Ufficio tributi (piano terra e primo piano) da adibire rispettivamente ad Hub aziendale polifunzionale per la ricerca tecnologica ed a Laboratori per la ricerca universitaria e Museo interattivo (2.320.277 euro) e l’edificio ex Circolo Forestieri (2.159.971 euro) da adibire a Museo Tech interattivo ed immersivo. Il piano “Una marcia in più per Taormina” è stato sviluppato in linea con studi e ricerche appositamente condotti dal Dipartimento di Economia dell’Università di Messina, in sinergia con il progetto “Amuri” proposto dai soggetti privati, ossia la società “Td Italia Tlc Srl” di Roma, operante nel settore della locazione immobiliare, in costituenda associazione temporanea di imprese con la “Kaiser Srl” di Milano, anch’essa impegnata nel settore immobiliare. Oltre all’Ateneo messinese, collabora anche il Centro sportivo educativo nazionale di Messina. I progetti esecutivi sono stati redatti dall’architetto Ramona Ponturo dell’Ufficio tecnico, con responsabile unico del progetto l’ingegnere Vincenzo Barbagallo. 

«La strategia “Amuri”, acronimo di Arte-Musica-Umanità-Rigenerazione-Innovazione, non si limita al recupero fisico degli immobili - aggiunge il sindaco - ma punta alla loro rifunzionalizzazione attraverso attività culturali, formative e produttive capaci di generare sviluppo economico, occupazione e nuove opportunità per il territorio. Tra gli interventi previsti figura la realizzazione della Tech Academy delle Arti, un progetto innovativo finalizzato a coniugare tecnologia, formazione, tradizioni popolari, recupero degli antichi mestieri, benessere e valorizzazione dell'identità culturale siciliana. Un percorso che sarà affiancato da iniziative legate alla promozione della cultura gastronomica regionale, dei prodotti a chilometro zero e del turismo esperienziale. Questo risultato rappresenta un motivo di orgoglio per tutta la comunità taorminese - prosegue De Luca - essere l'unico Comune siciliano ammesso e conquistare il primo posto nella graduatoria nazionale significa vedere riconosciuta la qualità di una progettazione costruita con competenza, visione e capacità di innovare. Non abbiamo presentato un semplice progetto di recupero edilizio, ma una strategia di sviluppo che mette insieme cultura, formazione, turismo, identità e impresa: “Amuri” è un modello di rigenerazione urbana che interpreta perfettamente il concetto di buona amministrazione: recuperare immobili storici non per lasciarli come contenitori vuoti, ma per trasformarli in luoghi vivi, capaci di produrre valore sociale, culturale ed economico.Questo finanziamento dimostra che quando esiste una visione chiara e una macchina amministrativa efficiente, anche obiettivi ambiziosi possono diventare realtà». Il sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento agli uffici comunali, ai professionisti che hanno collaborato alla redazione della proposta, all'Università degli Studi di Messina e ai partner privati coinvolti nel progetto.


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