Domenica 08 Febbraio 2026
Il Comitato civico beni pubblici chiede lo stop all'iter e la revisione del documento


"Costa stravolta a Giardini Naxos, si sospenda il Pudm perché quella spiaggia non c'è più"

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Una struttura danneggiata dal ciclone

«La costa è stata stravolta dal ciclone, si sospenda l’iter del Piano di utilizzo del demanio marittimo perchè basato su superfici che oggi non ci sono più». A chiederlo è il Comitato civico per i beni pubblici di Giardini Naxos, che torna a torna a contestare il Pudm dopo le richieste di modifiche che denunciavano prescrizioni non illustrate, mancata considerazione degli esiti del percorso di partecipazione e il rischio di un ulteriore aggravamento della situazione di saturazione e di overtourism attraverso privatizzazioni dirette e indirette. Adesso il Comitato avanza una richiesta di sospensione dell’adozione finale e di urgente revisione del documento, con una nota firmata dal presidente Giovanni Bucolo, dai componenti del Consiglio direttivo Maria Ausilia Cavallaro, Cateno Villino, Andrea La Spina e Salvatore Risitano e dal componenti del Comitato tecnico-scientifico Pieremilio Vasta, Adele Giusto, Marina Rosa Marino, Francesco Saija e Giuseppe Valentino. «Il ciclone ha provocato danni ingenti al litorale - ricorda il sodalizio - compresi l’alterazione della morfologia della costa, l’erosione di ampi tratti di spiaggia ed il collasso di piazze e aree del lungomare. Il Pudm, adottato lo scorso 3 novembre, fa dunque riferimento ad una situazione della costa che oggi non esiste più. Così che le valutazioni e le scelte contenute nel Piano non sono più attuali né spendibili, men che mai nel lungo periodo; al contrario, esse necessitano di una profonda revisione, che le renda consone allo stato attuale dei luoghi». Ma c’è di più. «Per quanto noto, il Comune di Giardini Naxos non ha avviato alcuna attività propedeutica alle gare per l’assegnazione delle concessioni demaniali - viene fatto presente - ciò potrebbe tradursi in una proroga ad oltranza delle concessioni balneari (in spregio alla normativa intercorsa) e in un ampliamento delle aree destinate all’uso privato, a causa dall’erosione e dunque dalla minore profondità della spiaggia disponibile, con conseguente ulteriore sottrazione delle aree destinate ad uso pubblico. E taluni stabilimenti danneggiati dal ciclone hanno già iniziato la ricostruzione delle strutture, con criteri analoghi a quelli precedenti, dunque con l’uso di plinti di cemento e strutture fisse, che perpetuano l’alterazione dei luoghi e contrastano persino con le prescrizioni del Pudm adottato”.

Il Comitato civico per i beni pubblici chiede al commissario straordinario del Comune e all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente di «astenersi da qualsivoglia deliberazione sull’approvazione del Pudm prima del suo aggiornamento alla realtà», nonché «di astenersi dall’avviare procedimenti per autorizzazioni temporanee o proroga automatica delle concessioni, in violazione della normativa europea e nazionale». E chiede che invece si provveda alla «celere redazione di un nuovo Piano di utilizzo del demanio marittimo, aderente alla nuova morfologia del litorale, adottando massima vigilanza rispetto alle opere di ripristino degli stabilimenti. Vigileremo – concluse il Comitato – affinché la calamità naturale patita sia occasione di ripartenza seria con una nuova visione di sviluppo sostenibile che includa l'interesse della stessa imprenditoria turistica e la loro responsabilità sociale d’impresa, come sancito dalla Costituzione». Il Comitato civico per i Beni Pubblici di Giardini Naxos ricorda di essere in collegamento con altre associazioni ed organizzazioni di tutela ambientale e intende dare voce ai legittimi sentimenti dei cittadini attenti all'interesse generale, «i quali aspettano dalle istituzioni pubbliche una adeguata premura per il patrimonio naturale, attenzione alla sostenibilità ambientale della ricostruzione e senza perseverare nell’errore di fallaci opere di difesa che risultano inutili e dannosi nell’estremità ricorrente degli eventi climatici ormai prevedibili oltre che un spreco enorme di finanza pubblica. I cittadini aspettano il conforto del ravvedimento su come è stato costruito sul demanio costiero con opere risultate, su occupazioni abusive ed illeciti edilizi ove fatti, lo scrupolo per i danni che l'ambiente marino ha subito dall'enorme riporto di detriti non innocui. I cittadini si aspettano che si realizzi l’effettivo equilibrio tra fruizione pubblica e privata delle spiagge». 


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