Articoli correlati
Corsa con l'auto contro i giovani a Taormina: scarcerato uno dei giovani arrestati
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
di Andrea Rifatto | oggi | CRONACA
695 Lettori unici
Le folli manovre di quella notte
Lascia il carcere uno dei giovani arrestati il 4 giugno con l’accusa di tentato omicidio in concorso, dopo i fatti accaduti la notte tra l'1 e il 2 giugno fuori dalla discoteca Ipanema di Taormina, quando hanno rischiato di travolgere un gruppo di ragazzi, ferendone due. Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto parzialmente l’istanza dei legali difensori e scarcerato il 24enne messinese Vincenzo Patera, attenuando la misura cautelare a suo carico e disponendo per lui arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Secondo l’accusa il giovane si trovava a bordo della sua autovettura Audi A4 Avant, intestata al padre, durante le folli manovre compiute quella notte sulla Statale 114, dopo l’uscita dalla discoteca Ipanema, come sostenuto da sette testimoni che concordano sul fatto che a bordo ci fossero tre o quattro persone. Patera, invece, ha sostenuto che, al momento del fatto, si trovasse a piedi intento a fuggire verso i caselli autostradali dopo aver subito un’aggressione, ma per la Procura questo racconto è smentito da testimoni e altri riscontri. I suoi legali, gli avvocati Giovanni Caroè e Tommaso Calderone, hanno depositato davanti ai giudici del Riesame una consulenza tecnica redatta da un ingegnere informatico che proverebbe in maniera chiara come il ragazzo non si trovasse a bordo dell’auto, ma anche la Procura ha depositato nuovi atti relativi ad ulteriori testimonianze sull’accaduto. Patera e Abate sono accusati di tentato omicidio in concorso perchè «ponevano in essere atti idonei e diretti in modo univoco a cagionare la morte di una serie di soggetti, travolgendoli con l’autovettura Audi A4 targata […], lanciata a velocità, cagionando, tra l'altro, a […] lesioni consistite in trauma cranico minore e trauma contusivo mano destra e polso sinistro, giudicațe guaribili in giorni 7, ed a […] lesioni consistite in frattura quinto metacarpo mano guaribili in giorni 30, con l'aggravante di aver commesso il fatto per futili motivi». Secondo il gip Salvatore Pugliese, che ha convalidato il fermo,«la dinamica dei fatti dimostra che non si è trattato di un singolo investimento accidentale o di una manovra colposa dovuta all'alta velocità, bensì di un'azione criminale reiterata più volte con modalità ostinate e mirate». Il reato di tentato omicidio viene contestato per l’arma impropria (il mezzo) ossia l'utilizzo di un'autovettura di grossa cilindrata lanciata a folle velocità contro corpi umani; la pervicacia della condotta (reiterazione) ossia le ripetute inversioni di marcia e i molteplici passaggi dimostrano che l'investimento non è la conseguenza di una perdita di controllo del veicolo, ma l'esito di una precisa e reiterata volontà di colpire i pedoni, configurando un'azione ritorsiva (dolo diretto o quantomeno dolo alternativo di omicidio); l’irrilevanza della prognosi lieve, ossia il fatto che le vittime abbiano riportato lesioni guaribili in soli 7 o 30 giorni non degrada il fatto a lesioni personali.
















