Lunedì 06 Aprile 2026
Tensione in aula nella seduta a porte chiuse per la sospensione dei due consiglieri


Consiglio segreto a Forza d'Agrò: l'opposizione chiede dimissioni, la maggioranza respinge

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

682 Lettori unici

Il municipio è retto dalla vicesindaca

Sbarca nelle aule della politica il terremoto giudiziario che ha colpito il piccolo borgo, con l’arresto del sindaco Bruno Miliadò, del capogruppo di maggioranza Emanuele Di Cara, dell’ispettrice di Polizia locale Carmela Bartolone e dell’ausiliario del traffico Carmelo La Rocca, ristretti ai domiciliari, mentre il consigliere di maggioranza Pippo Bondì è sottoposto al divieto di dimora a Forza d’Agrò, accusati di associazione a delinquere per la vicenda delle residenza false contestate in occasione delle elezioni amministrative del 2024. Il Consiglio comunale si è riunito in sessione straordinaria ed urgente ed in forma segreta e ha preso atto all’unanimità della sospensione dalla carica dei due consiglieri disposta dalla Prefettura ai sensi della Legge Severino, con la dichiarazione di impossibilità alla temporanea sostituzione. La minoranza è partita alla carica chiedendo le dimissioni di sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza, contestando inoltre la seduta segreta e ritenendo non vi fossero i presupposti in quanto non si doveva entrare nel merito di fatti, azioni e circostanze di singole persone, ma solo prendere atto del provvedimento prefettizio. «Tenere la seduta a porte chiuse significa volersi nascondere - hanno sostenuto i consiglieri Giulietta Verzino, Simone Russo e Carmelo Lombardo - ma da chi, da coloro a cui si è chiamati a rendere conto del proprio operato? Da cosa, visto che tratta di una vicenda oramai nota e la cui risonanza è andata ben oltre il nostro contesto?».

Secondo l’opposizione è una vicenda che, al di là delle posizioni politiche, dispiace dal punto di vista umano ed il cui impatto si riversa su tutta la comunità: «Purtroppo è la fisiologica conseguenza di quanto abbiamo lamentato già in sede di campagna elettorale - hanno affermato i tre consiglieri - gli ammessi a votare senza averne diritto, oltre a condizionare l’esito finale del voto, hanno sopraffatto e quindi prevaricato la volontà dei nostri cittadini, contribuendo ad eleggere un’Amministrazione non rappresentativa della reale volontà cittadina. Forza d’Agrò deve essere governata da una classe dirigente che sia espressione della volontà dei cittadini forzesi e non di forestieri o “turisti del voto” che non conoscono e nulla hanno a che vedere con la nostra comunità - hanno aggiunto - è uno dei momenti più spiacevoli nella storia del paese e il nostro augurio è che in futuro si possa davvero evolvere, dal momento che questa modalità di governare non giova e soprattutto non fa onore né al paese né al Consiglio comunale. Auspichiamo un futuro all’insegna dello spirito di servizio e dell’integrità». La maggioranza, intervenuta in aula con la vicesindaca Cristina Santoro e il presidente Carmelo Lombardo, ha respinto la richiesta di dimissioni sostenendo di essere legittimata dal voto popolare a rimanere in carica, replicando che non vi è ancora un provvedimento definitivo dei giudici e che la vicenda è attualmente in fase di indagini preliminari.

Più informazioni: false residenze forza d'agrò  


COMMENTI

Non ci sono ancora commenti, puoi essere il primo.

Lascia il tuo commento

Dichiaro di aver preso visione dell'informativa privacy ai sensi del D.Lgs. n. 196/2003.