Sabato 23 Maggio 2026
Oggi esercizio di mappatura di comunità in occasione dell'evento "Sintonia" a Roccalumera


Co-progettazione della zona jonica, continua il percorso condiviso per ripensare il futuro

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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Continua il percorso condiviso per ripensare il futuro del territorio avviato dal Comitato per la Co-progettazione della zona jonica, nato dopo il ciclone Harry. Il Comitato parteciperà all’iniziativa di solidarietà “Sintonia –Sotto lo stesso cielo, un unico mare: umanità, solidarietà, resistenza”, organizzata dal Comitato per il sostegno al popolo palestinese della riviera jonica messinese, prevista oggi (sabato 23) a Roccalumera in viale Unità d’Italia e delle Regioni Italiane, a partire dalle ore 16.00. In questa occasione sarà proposto un esercizio di mappatura di comunità, uno strumento partecipativo che permette di raccogliere bisogni, criticità e visioni degli abitanti, restituendo una fotografia condivisa del territorio e delle sue potenzialità. Il Comitato, promosso da un gruppo di cittadini con il contributo scientifico della prof.ssa Laura Saija e della dott.ssa Lucia Signorello dell’Università di Catania, nasce infatti proprio per avviare un percorso collettivo per immaginare e progettare il futuro della costa, superando decisioni calate dall’alto e logiche emergenziali che negli anni hanno mostrato tutti i loro limiti.

«Il nostro comitato è nato all’indomani del ciclone Harry - spiegano i promotori - che ha mostrato inequivocabilmente la fragilità del rapporto tra comunità umane e ambiente lungo la fascia costiera jonica. Gli eventi estremi non sono semplici emergenze: sono segnali che ci interrogano sul modo in cui abitiamo e trasformiamo il territorio. I danni non sono “colpa” della natura, ma delle scelte che rendono i luoghi più vulnerabili. Il percorso che abbiamo avviato dopo il ciclone Harry - un percorso reso necessario dall’impatto che quell’evento ha avuto su tutti noi - oggi è reso ancora più urgente dalle scelte delle nostre amministrazioni che, cieche e sorde di fronte alle evidenze scientifiche, continuano a proporre soluzioni rigide e già fallimentari altrove, ignorando che una costa non ha confini né barriere capaci di fermare i fenomeni climatici. Di contro a questa ostinazione, che ci lascia attoniti, proponiamo un modello diverso: riappropriarsi di un modo virtuoso dell’abitare il territorio, in cui lo spazio non è una risorsa da estrarre e sfruttare, ma un valore da condividere e custodire. Crediamo che l’unico percorso possibile sia quello che nasce “dal basso”, dal dare voce a chi una voce non l’ha mai avuta: i cittadini che possano, finalmente, esprimersi sul futuro che vogliono per la loro casa, la riviera ionica»


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