Giovedì 22 Gennaio 2026
Delibera del governo regionale. Salvo Cocina nominato commissario straordinario


Ciclone Harry, dichiarato lo stato di emergenza con 70 milioni. Danni per 741 milioni

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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La seduta della giunta regionale

Dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per il maltempo che nei giorni 19, 20 e 21 gennaio ha investito la Sicilia a causa del ciclone Harry. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nel corso della riunione straordinaria di questa mattina a Palazzo d’Orléans. Via libera anche alla richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale. Sul piano economico, la giunta ha stanziato 50 milioni di euro di risorse regionali immediatamente spendibili per affrontare le situazioni più gravi nei territori e ha deliberato un disegno di legge finanziario che, una volta approvato dall’Assemblea regionale siciliana, consentirà di accedere a 20 milioni di fondi globali. «Stiamo affrontando le conseguenze di un evento senza precedenti, il più violento che abbia colpito la Sicilia negli ultimi anni - ha detto Schifani nel corso di un incontro con i giornalisti -. Sono molto preoccupato, in quanto siciliano, ma ce la metteremo tutta per superare l’emergenza nel più breve tempo possibile. Vigilerò personalmente su ognuna delle attività che dovremo svolgere e, in particolare, sulla celerità con cui saranno liquidate le risorse. Faremo ancora rete, come abbiamo fatto dal momento in cui abbiamo ricevuto le prime previsioni meteo. Il sistema di Protezione civile ha funzionato e ci ha permesso di tutelare l'incolumità delle persone. Grazie a questo grande lavoro, non abbiamo registrato vittime. Le Istituzioni non mancheranno di far sentire ancora la propria vicinanza ai cittadini e comincerò già da domani, in prima persona, con i primi sopralluoghi nei territori più colpiti».

Nominato commissario straordinario per l’emergenza il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina. Stando al primo censimento, la stima provvisoria dei danni ammonta a 741 milioni di euro. Le province più colpite: Catania (244 milioni di euro), Messina (202,5 milioni di euro) e Siracusa (159,8 milioni di euro). Esclusi da questa quantificazione i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari causati dalla sospensione delle stesse per il tempo necessario al ripristino delle strutture, e i danni al settore agricolo la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato dell’Agricoltura. Inoltre, è stata richiesta anche una ricognizione delle infrastrutture portuali siciliane. «Con la preparazione preventiva all’emergenza - ha detto Cocina - abbiamo richiamato tutti i soggetti coinvolti alle loro responsabilità. Abbiamo spiegato che dovevano prepararsi ad affrontare uno scenario severo in cui a preoccuparci non erano soltanto le piogge, ma soprattutto i forti venti e le mareggiate. Sono state emesse centinaia di ordinanze sindacali. E il sistema di Protezione civile ha retto bene». Il presidente Schifani ha parlato anche della fase successiva all'emergenza, quando l’impegno delle Istituzioni sarà tutto rivolto alla ricostruzione: «Attraverso una legge quadro nazionale del 2025 - ha detto - vi è la possibilità di riconoscere lo stato di ricostruzione di rilievo nazionale. Grazie a una governance centralizzata, e con la nomina di un commissario straordinario, sarà possibile coordinare interventi di natura pubblica e privata e accedere a procedure semplificate per cittadini e imprese. Inoltre, gli uffici stanno valutando se vi siano i presupposti per accedere al fondo di solidarietà europeo o a una riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie. Ho già avvisato tutti che, da ora in avanti, il 50 per cento della mia attività istituzionale sarà dedicato a questo».


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