Sabato 27 Giugno 2026
Realizzati con finanziamenti regionali, sono sotto procedura dell'Agenzia delle Entrate


Centri rifiuti in vendita a Furci e Motta Camastra, l'Ato Me4: "Colpa dei Comuni debitori"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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Il Ccr di Motta Camastra

I Centri di raccolta rifiuti di Motta Camastra e Furci Siculo sono finiti in vendita per colpa dei Comuni creditori. È in sintesi quanto ha risposto l’Ato Me4 in liquidazione dopo le rimostranze del sindaco di Motta Camastra, Carmelo Blancato, che ha appreso dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione che la struttura di proprietà dell’ex gestore del servizio rifiuti sia finita in vendita con il quarto incanto fissato per l’8 settembre e ha chiesto chiarimenti sulla procedura, sull'origine del debito e su possibili iniziative istituzionali a tutela dell'interesse pubblico connesso al bene. «Tutti i Comuni soci dell'Ato Me4 in liquidazione (compreso  Motta Camastra) - spiegano i liquidatori Leonardo Racco, Alessandro Di Tommaso e Francesco Bondì - erano stati da tempo informati che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva avviato una procedura esecutiva per la vendita forzata dei Ccr, per il recupero di rilevanti crediti derivanti dal mancato pagamento di prestazioni effettuate per lo smaltimento rifiuti e da imposte non pagate (risalenti quasi interamente alla gestione precedente). Gli stessi Comuni erano stati avvisati che l’Ato aveva aderito alla Rottamazione delle cartelle esattoriali per evitare il pagamento degli interessi e delle sanzioni e scongiurare la vendita forzata dei beni, provvedendo al versamento di varie rate». 

Le quote dei Comuni dovevano essere pagate per consentire il pagamento della rata di 156.000 euro con scadenza 8 giugno e l’Ato Me4 avevano avvisato che in mancanza dei versamenti non avrebbe potuto far fronte al pagamento della rata per mancanza di liquidità: «Nonostante i ripetuti avvisi, quasi tutti i Comuni, compreso Motta Camastra, sono venuti meno al pagamento delle somme di loro spettanza - fanno presente i liquidatori - determinando di fatto la decadenza dai benefici previsti dalla Rottamazione e creando le condizioni per la prosecuzione del procedimento esecutivo. C’è da chiedersi - hanno aggiunto - quali commenta merita chi dichiara sbalordimento,  mostrando di essere amareggiato per la vendita forzata dei beni, invocando iniziative a tutela del patrimonio e dell’interesse pubblico, quando poi in realtà il Comune di cui è sindaco si sottrae all’obbligo di mettere. Disposizione (per la quota dovuta) le risorse necessarie per il pagamento dei debiti per evitare la vendita giudiziaria». L’Ato Me4 ha proposto opposizione contro la procedura esecutiva intrapresa dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, chiedendo la sospensione della vendita nel giudizio proposto davanti al Tribunale di Messina, ma il giudice dell'esecuzione non ha ancora adottato alcun provvedimento. Tale situazione è stata fatta presente ai Comuni soci, alla Srr Messina Provincia, a Carabinieri, Guardia di Finanza e Prefettura.


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