Centri rifiuti dell’Ato Me4 a Furci e Motta Camastra, il Tribunale blocca la vendita
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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Il Ccr di Furci Siculo
Sospesi dal Tribunale di Messina gli avvisi di vendita dei Centri di raccolta rifiuti di Furci Siculo e Motta Camastra, di proprietà dell’Ato Me4 in liquidazione, emanati dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione a causa di debiti della società che gestiva il servizio rifiuti negli anni scorsi. Il giudice dell’esecuzione Paolo Petrolo della Seconda sezione civile ha accolto l'istanza di sospensione presentata dal legale dell’Ato Me4, l’avvocato Paolo Turiano, ritenendo sussistenti i presupposti per disporre la sospensione delle procedure e fissando per la conferma, modifica o revoca del provvedimento l'udienza del 25 novembre. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva fissato per l’8 settembre il quarto incanto per la vendita dei Ccr di Furci Siculo e Motta Camastra, al prezzo rispettivamente di 437.584 euro e 325.920 euro, ma l’avvocato Turiano ha subito evidenziato l’impignorabilità dei beni per via della loro natura pubblicistica, in quanto destinati ad una pubblica funzione, rilevando comunque che gran parte delle cartelle di pagamento erano oggetto di istanze di adesione agevolata (Rottamazione quinquies) e rateizzazione dei relativi importi, entrambe accolte. Il legale dell’Ato Me4 ha ricordato nel ricorso di opposizione all’esecuzione che i Ccr di Furci Siculo e Motta Camastra sono stati realizzati grazie a due finanziamenti regionali del 2005 da 2.155.319 euro e 2.421.718 euro, mentre la rimanente somma per la quale si dovrebbe procedere all’incanto riguarda un debito dell’Ato Me4 nei confronti dell’ex Provincia di Messina, con la quale è in corso una trattativa tendente ad ottenere la compensazione, totale o parziale, con un credito vantato dalla società d’ambito in liquidazione. Dunque per il momento la vendita dei due beni resta congelata.













