Centri per la famiglia, mezzo milione per aprirli in cinque comuni. Uno rimane fuori
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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I progetti dureranno un anno
Cinque Comuni jonici ottengono quasi 500.000 euro dalla Regione per la nascita di nuovi Centri per la famiglia e il potenziamento di quelli esistenti, iniziativa per la quale l’Assessorato della Famiglia e delle Politiche sociali e del Lavoro ha stanziato 5 milioni di euro con un avviso pubblico del 25 giugno. Su 112 proposte progettuali giunte a Palermo, 63 sono state ammesse e ritenute finanziabili, 44 non finanziabili per insufficienza delle risorse, 2 irricevibili e 3 inammissibili. In graduatoria le proposte presentate dai Comuni di Santa Teresa di Riva, che ottiene 99.112 euro; Antillo con 100.000 euro; Sant’Alessio Siculo ammesso per 100.000 euro; Furci Siculo che ottiene 100.000 euro e Alì Terme finanziata con 97.103 euro, per un totale di 496.215 euro. Irricevibile in quanto presentato fuori termine il progetto inviato dal Comune di Letojanni. La Regione ha assegnato adesso un termine di dieci giorni per la presentazione di eventuali osservazioni. Le proposte progettuali ammesse a contributo dovranno avere una durata massima di 12 mesi. I Centri per la famiglia dovranno avviare e consolidare il loro ruolo informativo su servizi, risorse e opportunità istituzionali e informali (educative, sociali, sanitarie, economiche, scolastiche e del tempo libero) per la famiglia, che siano attivi nel territorio e offerti a livello nazionale, migliorandone la fruizione anche attraverso l’attivazione di sportelli informativi dedicati, accessibili non esclusivamente per via informatica; erogare servizi per l’ascolto e il counseling dedicati agli adolescenti e ai loro genitori; sensibilizzare sul valore dell’affidamento familiare e dell’adozione attraverso le esperienze delle famiglie affidatarie e adottive e promuovere una formazione continua degli operatori e delle famiglie stesse; promuovere l’utilizzo di figure di sostegno alla maternità e alla famiglia, nei primi mille giorni, quali ad esempio l’assistente materna le cui funzioni sono, in ambito sociale, di sostegno relazionale alla donna in gravidanza e alla famiglia fino al primo anno di vita del bambino, offrendo presenza e vicinanza anche a domicilio, con l’ascolto, il supporto, l’aiuto nella quotidianità e l’orientamento non direttivo, nel pieno rispetto delle scelte delle persone che accompagna.













