Martedì 17 Febbraio 2026
Approvata in Commissione Salute la modifica della Rete ospedaliera. Le reazioni politiche


Ccpm, via libera dall’Ars all’accorpamento con Catania: il reparto rimarrà a Taormina

di Redazione | oggi | ATTUALITÀ

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La sede rimarrà all'ospedale "San Vincenzo"

La Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana ha votato oggi sul futuro della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, stabilendo che la sede resterà fisicamente a Taormina, ma verrà collegata all’ospedale “Rodolico-San Marco” di Catania. All’ordine del giorno, infatti, vi era la proposta di modifica del documento di revisione della Rete ospedaliera della Regione Sicilia nella parte relativa alla Cardiochirurgia pediatrica, con il quale il governo regionale ha previsto l’aggregazione del Ccpm di Taormina alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario “Rodolico-San Marco” di Catania, aderendo alle indicazioni suggerite dai Ministeri della Salute e dell’Economia per il mantenimento della struttura, per la prima volta inserita ufficialmente nella Rete ospedaliera della Regione. «La Commissione Salute all’Ars ha compiuto un passo decisivo per la stabilità della Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia - commenta il presidente della Commissione, Giuseppe Laccoto - esprimendo parere favorevole alla modifica della Rete ospedaliera approvata in giunta dal Governo Schifani. Si tratta di un atto fondamentale che inserisce ufficialmente e in modo strutturale il centro di Taormina nella programmazione regionale, rafforzando un modello organizzativo basato su due poli di eccellenza al servizio dell’intera Isola». Per Laccoto «è importante precisare che il centro manterrà la propria sede e la piena operatività a Taormina e l’aggregazione formale alla Cardiochirurgia per adulti del Policlinico universitario Rodolico-San Marco di Catania è una scelta tecnico-amministrativa che recepisce le indicazioni del Ministero della Salute e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Questo passaggio non solo mette in sicurezza la struttura, ma la integra in un sistema sanitario di eccellenza, capace di garantire standard elevati e continuità assistenziale. Il nostro impegno verso le famiglie dei piccoli pazienti e verso il territorio resta prioritario: assicurare e valorizzare la presenza di due strutture di Cardiochirurgia pediatrica di eccellenza in Sicilia, una a Palermo per l’area occidentale e una a Taormina per quella orientale. Due presìdi strategici e complementari che rappresentano una garanzia di prossimità, qualità delle cure e tutela del diritto alla salute dei bambini siciliani. Abbiamo seguito con rigore il percorso indicato dal Governo nazionale – conclude Laccoto - proprio per blindare la struttura di Taormina e garantirne il futuro a lungo termine, rafforzando al contempo l’intera rete regionale».

De Luca (M5S): «Noi contrari, vogliamo salvare cure e professionalità»
«Il Centrodestra ha votato a favore di questa scelta, io con il collega Carlo Gilistro e il Movimento 5 Stelle abbiamo convintamente votato in modo contrario - dichiara Antonio De Luca, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars e componente della Commissione Salute - perché non ci accontentiamo del semplice mantenimento della sede fisica a Taormina. Il nostro obiettivo è preservare l’attuale livello di cure e, soprattutto, l’attuale assetto organizzativo e professionale che negli anni ha garantito qualità e sicurezza alle famiglie siciliane. Il modello approvato oggi – spiega il deputato pentastellato – è un sistema frammentato e confuso: il personale infermieristico dipenderà dall’Asp di Messina, quello medico dal Bambino Gesù (finché resterà), l’amministrazione dal Rodolico di Catania, l’organizzazione dal Civico di Palermo, che a sua volta è in convenzione con il San Donato di Milano. Una gestione spezzettata su più livelli e più enti che rischia di creare caos, inefficienze e, soprattutto, di compromettere la continuità assistenziale. Al netto dei proclami che nelle prossime ore verranno diffusi dai deputati di centrodestra – aggiunge, voglio ricordare che mi occupo, combatto e dico la verità su questo argomento sin dal 2019. Oggi non solo si è consumato uno scippo ai danni di Messina, ma è stato partorito un vero e proprio pastrocchio istituzionale e sanitario. Temo – conclude il deputato messinese – che questa scelta, nei prossimi due anni, possa portare allo smantellamento progressivo del reparto così come oggi lo conosciamo. Spero sinceramente di sbagliarmi, ma una cosa è certa: io non smetterò di vigilare, perché la salute dei bambini non può essere oggetto di propaganda né di giochi di potere».


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