Giovedì 28 Maggio 2026
Istituita dal Lions Club Santa Teresa di Riva, dedicata al compianto magistrato messinese


Borsa di studio "Pietro Arena", la studentessa Cecilia Santoro vince la prima edizione

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La vincitrice Santoro tra Bellia e Giacona

Consegnata alla studentessa Cecilia Maria Santoro, che frequenta la terza media all’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva, la borsa di studio biennale “Pietro Arena”, dedicata al compianto magistrato messinese e istituita dal Lions Club Santa Teresa di Riva insieme alla famiglia Arena-Sampiero. La vincitrice, prossima all’iscrizione al liceo linguistico, è stata premiata per l’eccellente percorso scolastico con un buono per l’acquisto di libri di testo per i primi due anni delle scuole superiori. La consegna del riconoscimento è avvenuta al Palazzo della Cultura, alla presenza dei familiari del magistrato Arena, del presidente del Lions Club Salvatore Parlato e della dirigente scolastica Enza Interdonato. Il titolare della libreria di Furci Siculo, Fabio Raspa, ha donato materiali didattici alla studentessa premiata. A delineare il profilo umano e professionale di Pietro Arena è stato Michele Galluccio, già presidente della Corte d’appello di Messina, che ne ha ricordato l’integrità morale, il profondo senso dello Stato e la costante attenzione verso il recupero e il benessere dei minori. 

Una targa commemorativa è stata inoltre consegnata da Antonio Bellia, secondo vicegovernatore del Distretto Lions 108 Yb, che ha sottolineato l’impegno lionistico verso le tematiche delle politiche sociali e Salvatore Giacona, past presidente del Consiglio dei Governatori e Good Will Ambassador, che ha evidenziato l’importanza dell’alleanza tra scuola e famiglia per il progresso nell’educazione dei giovani, congratulandosi con la vincitrice e con il Club organizzatore per la qualità e l’alto valore sociale dell’iniziativa. Il giudice Arena viene ricordato soprattutto perché all'applicazione della legge coniugava il rispetto per il detenuto, procurando lavoro retribuito in carcere e distribuendo libri ai detenuti non radicati nella criminalità organizzata, al fine di guidarli verso la legalità; nella sua attività aiutava anche coloro che desideravano proseguire gli studi oltre l’obbligo scolastico, nominando tutori ad hoc per consentire loro di iscriversi e frequentare gli istituti superiori e così raggiungere alti traguardi nella società. 


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