Boom di furti di auto nella valle d'Agrò, i ladri provano il "cavallo di ritorno"
di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ
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La frazione Rina presa di mira
Rabbia e preoccupazione tra i cittadini per il boom di furti d’auto negli ultimi giorni nei comuni della valle d’Agrò. In una sola notte sono spariti almeno cinque mezzi, dopo altrettanti colpi compiuti nel raggio di un paio di chilometri che fanno presumere la presenza di una banda organizzata. A destare allarme sono le azioni compiute nel giro di poche ore nei comuni di Santa Teresa di Riva, Savoca e Sant’Alessio Siculo, dove i malviventi hanno fatto sparire auto e camion. Ad essere prese di mira sia autovetture, in particolare il modello Alfa Romeo Giulietta (almeno due quelle rubate a Savoca e Sant’Alessio Siculo), che mezzi commerciali, come un Fiat Doblò sparito a Santa Teresa di Riva e un autocarro Iveco Daily a Savoca. In quest’ultimo comune la zona presa di mira dalla banda è stata la frazione Rina, dove è stato tentato anche il furto di un carroattrezzi che però i malviventi non sono riusciti a portare via, in quanto guasto e impossibile da avviare. E la notte successiva, sempre a Rina, è stato tentato il furto di un'altra autovettura. I ladri utilizzano tecnologie sempre più sofisticate, dai dispositivi per clonare le chiavi elettroniche ai sistemi in grado di aggirare gli antifurti in pochi secondi, ma a preoccupare è anche la rapidità con cui i veicoli spariscono. In almeno un caso sembrerebbe che le telecamere abbiano ripreso l’arrivo della banda con una piccola vettura e uno scooter e che sia stato possibile individuare la targa e risalire ai titolari, mentre una delle vetture rubate sarebbe stata ritrovata a Giarre. Ai furti d’auto si accompagnerebbe anche il fenomeno del “cavallo di ritorno”, meccanismo semplice quanto odioso nel quale i proprietari vengono contattati dai ladri o da intermediari che chiedono denaro in cambio della restituzione dell’auto, da poche centinaia a diverse migliaia di euro, a seconda del valore del mezzo. Qualcuno sarebbe stato contattato rifiutando la proposta, mentre qualcun altro avrebbe deciso di affrontare direttamente i ladri riuscendo a rintracciarli e ricevendo la medesima proposta. I carabinieri della Compagnia di Taormina mantengono massimo riserbo sulle indagini e lavorano sulle immagini delle telecamere pubbliche e private sparse sul territorio, contando di incastrare i ladri che qualora attuassero il “cavallo di ritorno” rischierebbero anche la ben più pesante accusa di tentata estorsione. I furti potrebbero essere legati al mercato nero dei ricambi, ossia finalizzati a smontare i veicoli rubati per prelevare i vari componenti, oppure attuati per reperire veicoli da utilizzare per altre azioni criminose.













