Martedì 17 Febbraio 2026
Il consigliere contesta i ritardi per i lavori in mare e la gestione dell'emergenza


Bartolotta attacca Lo Giudice: "Colpevole della distruzione del lungomare di Santa Teresa"

di Andrea Rifatto | oggi | ATTUALITÀ

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La litoranea è stata devastata dal ciclone

«La distruzione del lungomare di Santa Teresa di Riva si poteva evitare se chi ha amministrato avesse realizzato le opere di salvaguardia della costa». A dirlo è il consigliere di minoranza Nino Bartolotta, accusando il governo cittadino per gli eccessivi ritardi nel concludere le procedure, nonostante il finanziamento regionale da 10,6 milioni di euro risalga al 2019 e la gara per l’appalto integrato si sia conclusa nel 2021. «Molti diranno che non si poteva fermare il ciclone Harry, ma basta andare a Sant’Alessio Siculo o a Galati Marina dove non è successo quasi nulla, grazie alle opere di protezione della costa realizzate in questi anni - ha detto l’esponente di opposizione - invece a Santa Teresa di Riva il sindaco con la sua Amministrazione e il direttore dell’Ufficio tecnico, responsabile unico del progetto, in dieci anni non sono riusciti a farsi approvare il progetto a Palermo. Ma le principali responsabilità sono politiche - ha evidenziato Bartolotta - perchè il sindaco per cinque anni è stato anche deputato regionale e non ha mai alzato la voce per protestare, come ha fatto in questi ultimi giorni, non ha mai presentato un’interrogazione parlamentare, non ha mai alzato le barricate. Oggi ci racconta che si informava costantemente ma il suo partito ha fatto terra bruciata in questi dieci anni attaccando il governo regionale. Sono loro concausa del disastro, nonostante avessero soldi e potere non sono riusciti a farsi approvare il progetto». Secondo l’ex sindaco se l’intervento di salvaguardia della costa fosse stato approvato prima, non sarebbe crollato neanche il tratto di lungomare nel 2025. «L’Amministrazione comunale non è in grado di gestire le grandi opere e se ci sarà una mareggiata dei lavori fatti finora non rimarrà nulla, sono precari e provvisori e serviranno solo a garantire una maggiore vivibilità». 

Bartolotta ha contestato anche la strategia seguita sin qui dal sindaco: «Dice che non ha soldi per affrontare tutto ma mi chiedo dove siano 1,7 milioni di euro di avanzo di amministrazione - ha affermato - è sbagliato dare ultimatum alle istituzioni perchè non si conclude niente, il linguaggio aggressivo e intimidatorio non produce risultati. E i risultati sono scarsi perchè non hanno idea di come ci si comporta nell’ambito delle istituzioni, non sanno dove sta di casa la diplomazia, ma cercano sempre qualcuno da insultare perchè devono consegnare agli adulatori seriali sempre qualcuno su cui scaricare le colpe. Questa è un’Amministrazione che fa clientela anche nelle disgrazie, affidando lavori sempre ai soliti noti anzichè attuare come era più opportuno una rotazione tra le imprese di Santa Teresa di Riva per affidare i lavori di somma urgenza. Cerchiamo risonanza mediatica per fare vittimismo ma non abbiamo risultati, si trasmette un’immagine negativa del paese che pagheremo nella stagione estiva - ha concluso Nino Bartolotta - perchè chi aveva intenzione di venire a Santa Teresa di Riva scapperà. E con loro non basteranno 5 o 10 anni per la ricostruzione, non sono in grado di ottenere i finanziamenti che servono».


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